Quando Gesù nacque, anche gli alberi, come gli animali e come gli uomini, vollero offrirgli i loro doni per consolare la sua povertà. Solo l'abete non aveva fatto la sua offerta: infatti non sapeva che cosa dare. Che cosa posso offrire, io, al Bambino? chiese agli altri.Tu! - risposero - tu non hai nulla da offrire. I tuoi aghi aguzzi pungerebbero il bimbo, e le tue lacrime sono appiccicose di resina. Il povero abete si senti molto infelice e disse con tristezza: - Avete ragione. Non ho proprio niente che sia degno di essere offerto al Bambino. Un angelo udi quelle parole; ebbe compassione dell'abete cosi umile e decise di aiutarlo. In alto, nel cielo, le stelle cominciavano a brillare. L'angelo chiese ad alcune di esse di scendere e di posarsi sui rami dell'abete. Esse ubbidirono e il grande albero ne fu tutto illuminato. Il Bambino Gesù lo vide e i suoi occhi brillarono di gioia. L'abete ne fu molto felice. Molti anni dopo, le persone che conoscevano questa storia presero l'abitudine di far brillare in ogni casa, la vigilia di Natale, un abete carico di candele accese, come quello che aveva brillato davanti al presepio.

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