Ambiente

Inquinamento atmosferico

Secondo il rapporto dell'AEA (Agenzia Europea dell’Ambiente) sulla qualità dell’aria in Europa, relazione 2015, in Italia nel 2012 si sono registrate 84.400 vittime premature causate dall'inquinamento atmosferico. Il numero assoluto più alto dell'Europa a 28 stati e la Pianura Padana è tra le aree più a rischio del continente. L’inquinamento atmosferico è il principale fattore di rischio ambientale per la salute, l’esposizione al particolato fine (pm 2,5), il biossido di azoto (NO2), l’ozono troposferico (O3) e agli altri composti organici volatili riduce l’aspettativa di vita delle persone, esponendole a malattie cardiache, problemi respiratori e cancro. La qualità dell’aria europea è seriamente minacciata da questi inquinanti.

L’AEA rende noto nel suo rapporto (2015), che il numero totale dei morti nel continente è stato pari a 491mila persone nei 28 Paesi dell’Ue e 524mila in tutti i 40 Paesi europei. Le micro polveri sottili (pm 2,5) rappresentano il primo killer, con 403mila vittime nell’Ue a 28 stati considerati dall’Aea, il biossido di azoto miete 72mila vittime precoci e l’ozono 16mila vittime. Anche l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ci dice che la conseguenza di questo inquinamento in Europa è un vero e proprio shock: 600mila morti premature l’anno e quasi 1.500 miliardi di Euro di danni e ci segnala che tra il 2009 e il 2011, fino al 96% degli abitanti delle città è stato esposto a concentrazioni di particolato fine (PM 2.5) e fino al 98% a concentrazioni di ozono, “superiori alle linee guida dell'OMS”. L’Aea ha stilato anche una classifica nazionale delle morti premature per inquinamento atmosferico: L'Italia è il Paese dell'Unione europea che segna il record del numero di morti premature rispetto alla normale aspettativa di vita: occupa il primo posto per tutti i principali inquinanti: 59.500 decessi sono dovuti alle pm 2,5, 21.600 al biossido di azoto e 3.300 all’ozono troposferico, in tutto si tratta di 84.400 vittime premature causate nel solo 2012.  L’area più colpita in Italia dalle micro polveri si conferma quella della Pianura Padana. (ved. sotto). Il traguardo che l’Europa si pone “vivere bene entro i limiti del nostro pianeta” non può essere realizzato con gli attuali livelli così disomogenei, con questi valori e queste politiche come farà la pianura padana e altre zone europee più colpite a rientrare negli standard, qui si tratta di morti non di chiacchiere. Oltre a tutto questo il governo con lo “sblocca Italia” o meglio “sblocca rifiuti”, per risolvere l’emergenza dell’Italia meridionale (in particolare di Lazio, Campania e Sicilia), ha deciso di smaltire negli impianti del Nord i rifiuti e le eco balle. Così non si fa altro che aumentare l’inquinamento su regioni già fortemente penalizzate, è pura follia, il solo inceneritore di Brescia-A2A brucerà il 30% di rifiuti in più, cioè un milione di ton l’anno. Nessuno con responsabilità politica, sociale o sanitaria se ne è mai curato? Nessuno ha mai avuto la volontà di ragionarci sopra prima di prendere decisioni? E’ proprio così bello e felice vivere alle spalle di persone che vivono in territorio fortemente inquinato? Deve toccare sempre ai popoli esasperati risolvere queste ingiustizie con lotte e proteste?
Oltre che allarmismi, questi rapporti, devono anche essere un ulteriore stimolo a ridurre le emissioni puntando su rinnovabili, efficienza energetica e mobilità sostenibile, che aiutano anche a ridurre le emissioni di gas serra.

   

rgamo: l’inquinamento atmosferico
supera il limite massimo consentitro

  Inquinamento atmosferico  in Italia
Settentrionale ed in particolare
sulla pianura padana
  Concentrazione di sostanze inquinanti  
sulla pianura padana viste dal satellite
 
         
   

Striscione per manifestazione contro
l’inquinamento da parte di sostenitori
di ambiente pulito.

  Esposizione degli Europei a livello
dannoso per inquinamento
atmosferico
 

Percentuale popolazione esposte in EU-28
a concentrazioni di inquinamento secondo
EU  e  WHO  (anni 2011-2013).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 Dalmine, dic 2015 - fac/