Antonio Locatelli (1895-1936)

Ricordando Antonio LOCATELLI aviatore, triplice medaglia d'oro,
nel 75° anniversario della scomparsa.

P253 FotoA.LocatelliAntonio Locatelli, (Bergamo 19 aprile 1895 – Lechemti-Etiopia 27 giugno 1936) figlio di Samuele e di Anna Gelfi. Aviatore, fotografo, giornalista, alpinista, politico ed avventuriero viaggiatore. Pilota durante la prima guerra mondiale si distinse come pilota dell'aviazione militare e le sue audaci imprese lo resero celebre. Abbattuto e fatto prigioniero il 15 settembre 1918, riuscì a fuggire travestito da soldato austriaco dopo poche settimane. Alla fine della guerra ricevette la medaglia di bronzo al valor militare, poi commutata in oro.
Il 9 agosto 1918, a fianco di D'Annunzio, come ufficiale di rotta e assieme ad altri otto piloti su aerei Ansaldo S.V.A., partecipò alla storica impresa, giungendo su Vienna e lanciando 50.000 copie di un manifestino preparato da D'Annunzio e 350.000 copie di un secondo e più pratico manifestino scritto da Ugo Ojetti e tradotto in tedesco.
Il 2 giugno 1919 partì a bordo di uno SVA da Buenos Aires per raggiungere Valparaíso trasvolando le Ande ma fu fermato da un uragano. Ritentò il 30 luglio e dopo aver sorvolato la Cordigliera delle Ande a 6.500 metri di quota atterrò a Viña del Mar, presso Valparaìso. Una traversata condotta ad una velocità di 200 km/h, con venti di oltre 200 km/h e temperature di 35 gradi sottozero, dando inizio al futuro servizio di posta aerea. Quattro anni dopo, nel gennaio 1923, con un biglietto di terza classe partì per un giro del mondo, documentato da numerose fotografie e da una collezione di oggetti.
Nel 1924, col Tenente Crosio, a bordo di un idrovolante Dornier Wal tentò di aprire la rotta commerciale aerea dell'Atlantico del Nord, ma dopo aver toccato la Scozia e l'Islanda dovette ammarare in pieno oceano al largo di Capo Farewell (Groenlandia) dove venne recuperato quattro giorni dopo dall' incrociatore americano Richmond.  Fotografo di qualità e abile disegnatore, collabora negli anni seguenti con la “Rivista di Bergamo” (diventandone direttore dal 1929) e con il “Corriere della sera” in veste di redattore, proseguendo contemporaneamente le sue attività di alpinista, quale presidente del CAI di Bergamo, e di pilota civile.
Locatelli riveste anche cariche pubbliche: dal 1924 al 1928 siede alla Camera dei deputati. Nel giugno 1932 è designato Conservatore della Rocca e del Museo del Risorgimento di Bergamo, nel novembre del 1933 viene nominato Podestà della sua città.  Iniziata la campagna militare in Africa orientale si arruolò come pilota e partecipò alla campagna d'Etiopia del 1935-1936. Muore a Lekemti, in Etiopia, il 27 giugno 1936, purtroppo non sul suo aereo ma a terra, durante una missione diplomatica, attaccato dagli abissini (un gruppo di ribelli copti) nell’ accampamento approntato per la notte. A Locatelli e agli altri componenti dei due equipaggi fu concessa la medaglia d'oro al Valor Militare.  Con questa terza onorificenza, Locatelli rimane l'unico militare della Regia Aeronautica per tre volte decorato con la massima medaglia al valore. La sua maestria nell'arte del volo (allora i biplani non erano assistiti dall'elettronica), gli fu riconosciuta dai comandi nazionali, alleati e nemici. Tornando a valutazioni più recenti reputo un grave errore intellettuale il non aver intitolato l’aeroporto bergamasco di Orio al Serio al celebre pilota, triplice medaglia d’oro, Antonio Locatelli (tra l'altro sarebbe stato anche il posto più idoneo per esporre il velivolo “A1” da Lui donato ai bergamaschi e finito, sebbene provvisoriamente, al museo del falegname di Almenno).

Dalmine Aprile 2011

 

P255 AereoA1Balilla

 L’aereo “A.1 - Balilla” rappresenta il primo progetto originale dell'Ansaldo; il prototipo venne presentato nel novembre 1917 e a partire dalla primavera del 1918 fu ordinato in serie, per poter essere impiegato prima della fine del primo conflitto mondiale. Quindi pilotato anche da Antonio Locatelli.
 
P254 AereoMuseoFalegnameAntonio Locatelli donò il suo aereo, Ansaldo A1 Balilla,  ai cittadini di Bergamo ed ora, dopo essere stato completamente restaurato, è in esposizione, anche se provvisoriamente,  al “Museo del falegname” ad Almenno S. Bartolomeo (Bg). Ora fa bella mostra all'aeroporto di Orio al Serio.
 
P256 LocatelliConAereoA.Locatelli con l'aereo. Pilota nella Iª guerra mondiale partecipò al volo su Vienna con Gabriele d'Annunzio su velivolo SVA (Savoia, Verduzio, Ansaldo). Il 2 giugno 1919 sempre con uno SVA tentò la traversata delle Ande ma ostacolato dal maltempo riuscì nell'impresa il 30 luglio partendo da Buenos Aires e atterrando presso Valparaiso dopo aver superato le Ande a 6500 metri di quota.
 
P257 LocatelliOsservatoreL'Asso degli osservatori: A. Locatelli, 23 anni,  fu l'asso degli assi della ricognizione, a bassa quota piombava come una saetta sui campi nemici in mezzo allo strepito delle mitraglie, pur di fare, con la sua arma preferita, la macchina fotografica, le sue preziosissime "sventagliate fotografiche". L'uomo che aveva già compiuto i più lunghi voli e quelli più audaci d'avanscoperta, riportava ogni volta informazioni e fotografie preziosissime.

 



Da leggere:
- Antonio Locatelli alpinista