Il mulino di Sforzatica (Dalmine - BG) fu di proprietà dei Conti Caleppio nel 1600 circa. Essi avevano il privilegio del dazio sulle pietre da mulino che si costruivano nella valle Caleppio, privilegio che fu confermato nel 1554 dalla Repubblica Veneta. Il mulino, i cui ultimi proprietari furono i signori Passera di Dalmine, fu demolito nel 1989.  La sua demolizione ha seguito la logica della cementificazione del territorio ma in questo modo la popolazione ha perso un pezzo importante per la sua identità territoriale, necessario per ritrovare le proprie radici culturali.

Poteva essere trasformato in museo all’aperto, ancora oggi ci sono le strutture esterne originali, mancano solo le due ruote mentre il fabbricato e le strutture interne sono stati demoliti. Pe far girare le due ruote si utilizzava l’acqua della “Roggia Serio Piccolo” che aveva una portata di ca. 600 litri al secondo. La roggia, tuttora esistente, è derivata dalla “Roggia Serio Grande” in territorio di Treviolo, attraversa il paese di Sforzatica (mulino), anche se coperta in più punti e con percorso modificato, raggiunge Dalmine e prosegue per Mariano.
La “Roggia Serio Grande”, così denominata perché è il più importante canale artificiale derivato dal Serio, (lungo circa 20 Km) nasce ad Albino, in val Seriana, dallo sbarramento posto nei pressi del ponte romanico, è chiamato anche “fossatum magnum o fossatum Comunis Pergami” ed ha una portata di 3.000 litri al secondo. Il canale si sviluppa sulla destra della valle, percorre i territori di Nembro, Alzano e Nese, Ranica, Torre Boldone ed entra in città da Redona per attraversarla completamente in direzione est-ovest, per poi dirigersi, passando per Loreto, verso Treviolo, dove si divide nelle Rogge “Coda di Serio” e “Serio Piccolo”.
Il primo ramo, denominato Roggia Coda di Serio Grande, con una portata di 1.400 litri al secondo è il residuo delle acque della “Roggia Serio Grande” dopo l’estrazione della “Roggia Serio Piccolo” presso Treviolo. E’ la continuazione della principale che mantiene un andamento verso ovest suddividendosi in numerosi canali minori scaricando eventuali eccedenze nel fiume Brembo.
Il secondo ramo, denominato Roggia Serio Piccolo, con una portata di 600 litri al secondo, svolta verso sud-ovest dividendosi in ulteriori piccoli corsi d’acqua che bagnano i campi di Brembo, Sforzatica Santa Maria, Mariano, Osio Sopra e Osio Sotto, congiungendosi infine con le acque della Roggia Colleonesca e disperdendosi nei campi limitrofi.
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L’origine della Roggia Serio Grande risale alla fine del XII secolo quando, a seguito della pace di Costanza (1183), l’imperatore Federico Barbarossa riconobbe ai Comuni della Lega Lombarda il dominio delle acque e dei mulini (assieme ad altre concessioni). Il comune medievale di Bergamo affidò all’ingegner Alberto Pitentino la costruzione di un canale che consentisse l’irrigazione del territorio della città, dei sobborghi e dei paesi vicini. Nell’anno 1223, il Comune di Bergamo vendeva un suo possedimento, detto prato di Treviolo, di 650 pertiche bergamasche (circa 45 ettari) a quattro cittadini. Nel prezzo (ca 1453 lire imperiali - circa 42.000 lire) era compreso il valore dell’acqua e le rogge destinate a irrigare il fondo e utilizzarla a piacimento purché non al di fuori del territorio di Bergamo. Il 1223 è anche l’inizio della costruzione della Roggia Coda di Serio per irrigazione dei campi acquistati e per le ruote di mulino. A dimostrazione dell’importanza che il canale ricopriva, nel 1344 venne deciso un aumento della volumetria, ingrandendo di conseguenza le bocche di presa.

 

   

Vecchio fabbricato del mulino

  Parte esterna ancora esistente   Parte esterna ancora esistente
 
           
     
Schema progetto   Schema progetto      




Dalmine, novembre 2014  fac/
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