q582schiavituIl 23 agosto si celebra in tutto il mondo, la Giornata internazionale di commemorazione della tratta degli schiavi e della sua abolizione. La data è stata scelta in ricordo della notte tra il 22 e il 23 agosto 1791, quando a Santo Domingo iniziarono le rivolte che aprirono la strada verso l'abolizione della tratta atlantica degli schiavi. La Giornata intende anche sensibilizzare le persone sulle nuove schiavitù, che ancora oggi sopravvivono, nonostante il commercio di esseri umani sia vietato per legge in tutto il mondo. Una delle più tragiche vicende della storia del mondo occidentale riguarda la tratta atlantica degli schiavi. Fra l'inizio del XVI e la fine del XIX secolo milioni di africani, uomini donne e bambini, furono trasportati con la forza di là dall’Atlantico per diventare forza-lavoro. Tuttavia oggi sono ridotte in schiavitù più persone rispetto a qualsiasi altro periodo storico.

Ma esistono veramente ancora oggi forme di schiavitù? La risposta è sì, gli schiavi esistono ancora oggi e purtroppo anche in Italia. Secondo le UN nel mondo ci sono quaranta milioni di schiavi e il 71% è donna.
Gli schiavi moderni sono: le ragazze costrette a prostituirsi in strada o nei centri massaggi, gli uomini obbligati a lavorare nei campi sino a quattordici ore il giorno sotto il sole per pochi spiccioli, i bambini forzati a mendicare o le madri che cercano di mantenere i figli lasciati a casa accettando lavori in condizioni servili, le gravidanze surrogate, le spose-bambine, e ancora, schiavitù domestica, schiavitù sessuale, matrimoni forzati, vendita delle mogli, tratta di bambini rapiti o acquistati a basso prezzo e poi utilizzati a scopi sessuali o come operai in miniere e/o piantagioni, o peggio ancora come donatori di organi e ancora per i bambini che vivono nelle zone di guerra, coinvolti nei conflitti, impiegati come soldati, facchini, spie, messaggeri.
“Le Nazioni Unite definiscono la tratta di persone come: Il reclutamento, trasporto, trasferimento, l’ospitare o accogliere persone, tramite la minaccia o l’uso della forza o di altre forme di coercizione, di rapimento, frode, inganno, abuso di potere o di una posizione di vulnerabilità o tramite il dare o ricevere somme di denaro o vantaggi per ottenere il consenso di una persona che ha autorità su un’altra a scopo di sfruttamento etc.”
Nessun individuo potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù; la schiavitù e la tratta degli schiavi saranno proibite sotto qualsiasi forma. Eppure, nonostante quanto sancito dalla Dichiarazione universale dei diritti umani, la schiavitù è ben lontana dall’essere debellata. Ha solo cambiato pelle. Tanto che si parla di schiavitù moderna.
La maggior parte dei moderni schiavi lavora in settori come agricoltura, pesca, artigianato, estrazione mineraria, servizi e lavori domestici. La schiavitù moderna è un enorme business. Secondo uno studio dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, la schiavitù moderna genera profitti annuali per oltre 150 miliardi di dollari americani. I profitti derivanti dalla schiavitù moderna sono molto più alti nei Paesi industrializzati.
Alcuni ordini religiosi che lavorano da anni con le comunità locali dell’Africa, stanno svolgendo un’azione per dissuadere i giovani dal partire, informandoli sui rischi del viaggio e della tratta e proponendo loro delle scelte, perché possano realizzare nelle loro terre il loro progetto di vita, ma è troppo poco.

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 Dalmine, agosto 2019 fac/