Cronaca

Extracomunitari in arrivo anche a Dalmine

Mi è capitato in mano una fotografia scattata a Dalmine prima delle elezioni amministrative del 25 maggio 2014, un confronto fra tutti i candidati a sindaco del Comune di Dalmine, tenutosi presso l’oratorio S. Giuseppe di Dalmine, otto candidati per una poltrona, di cui sette maschi e una femmina; a parte la discussione che ci ha detto poco o niente, le elezioni sono state vinte dall’unica donna presente. Arriviamo purtroppo da esperienze negative di donne al potere, (quindici anni); poca preparazione per la gestione pubblica,

troppa improvvisazione, poca esperienza ma soprattutto incapacità di governare e quindi scaricare la loro inettitudine amministrativa su chi li ha preceduti.  Da poco si è insediata a Dalmine un’altra Amministrazione a guida femminile, che, dopo le negative esperienze passate, aspettiamo al varco. La partenza è stata buona, scelta della giunta non politica, asfaltature strade, eliminazione di alcuni progetti indecenti, tasse non esagerate, efficientemente energetico, cura paesaggistica, forse un po’ troppo di sociale che alla lunga diventa solo dispersivo. Ma ora ecco all’orizzonte il primo grande problema che già agita il paese e sicuramente lo dividerà in fazioni. A seguito di espressa richiesta del Prefetto di offrire ospitalità ai profughi provenienti dai paesi africani, l’amministrazione comunale non ha negato la propria disponibilità ad accogliere sul proprio territorio un gruppo, cinquanta,  di extracomunitari africani, si dice, compiendo un gesto di umanità e solidarietà. Questo intervento umanitario sarà attuato in sinergia e forte collaborazione con la Caritas, che si occuperà attivamente dell’accoglienza facendo ricorso a personale e mezzi propri. Allo scopo si sta valutando la possibilità di mettere a disposizione il fabbricato comunale, attrezzato per bambini, da anni in disuso, sito in via S.Filippo Neri, dopo i necessari interventi di risanamento che saranno, si dice, realizzati a cura e spese della Caritas. I soldi comunque ce li mettono i cittadini perché le fatture, per progetti di accoglienza, finiscono tutte al Ministero dell’Interno (iFondo Nazionale per le Politiche e i Servizi dell’Asilo - FNPSA). Lo Stato, come noto, non è in grado di gestire l’emergenza profughi e scarica tutto sui Comuni, ossia sui cittadini.  Ma la nostra Comunità è in grado di reggere dignitosamente quest’ospitalità, l’Amministrazione Comunale ha gli strumenti appropriati per gestire questa situazione e per assumersi questa responsabilità. Di errori a Dalmine ne sono stati fatti molti, lo scempio del territorio è sotto gli occhi di tutti, poche persone hanno preso impegni che poi sono ricaduti sulle spalle dei cittadini e sul territorio. Esiste tuttavia un modo più democratico e mai usato per prendere simili decisioni. La Giunta comunale dovrebbe chiamare i cittadini del Comune ad esprimersi sul possibile arrivo degli immigrati attraverso una consultazione popolare con un referendum consultivo per sentire il parere popolare, pur consapevole, che la scelta è di totale competenza dello Stato e che il Comune, il cui parere non è vincolante, non può opporsi. Sarebbe un atto di democrazia e una potente arma in mano all’amministrazione indipendentemente dal risultato.

   

   
confronto fra gli otto candidati
sindaco al Comune di Dalmine
  casa comunale di Dalmine   asilo di via S.Filippo Neri
da ristrutturare

 Dalmine, marzo 2015 - fac/