Dalmine dalle Immagini

La Vecchia Dalmine

La storia di Dalmine attraverso fotografie e cartoline d'epoca.
Scatti fotografici e cartoline per raccontare la storia della mia città e per testimoniare, in modo visivo, un recente passato. Foto elaborate su monumenti o edifici d’epoca, case coloniche e spazi rurali, ville, piazze, ma anche su personaggi e volti d’epoca. Rilettura personale di temi già trattati ma con filtri diversi. Si dice scatto, fotografia, cartolina e subito si pensa a vedute convenzionali, ma ogni immagine nasconde sempre un po’ di vita vissuta e testimoniano il lento scorrere del tempo e il cambiamento dei costumi di una città. L’idea di questo viaggio è di camminare a ritroso nel tempo con l’intenzione di produrre una visione della città del tutto personale.


 
   
 
 - Anno 1893 - Planimetria del territorio al tempo dei tre comuni di: Sforzatica, Sabbio Bergamasco e Mariano al Brembo con i relativi confini
- Veduta su Viale Locatelli  -  Il comune si sviluppa attorno alla fabbrica, in primo piano viale Locatelli e via Sabbio,  le Ville, il velodromo, il tennis, la piscina, la pensione privata, la statale 525, l’autostrada con il casello e sullo sfondo Sabbio Bergamasco.
- Viale “Giulio Benedetti” (ora Viale N. Betelli). Si nota la scuola elementare “Antonio Locatelli” ora Camozzi, costruita nel 1929.


   
- Veduta aerea d’insieme, in primo piano il Viale Giulio Benedetti (ora Viale Betelli), il cinema aziendale Dalmine, la chiesetta del Geröl e la scuola elementare Antonio Locatelli (ora Camozzi). Sullo sfondo l’antenna e i capannoni dello stabilimento Dalmine.
- Due vedute di Sforzatica, anni ’30. Vista da Sud e vista da Nord.

 
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-  Piazza Camozzi: Collocata nel centro di Dalmine, nel giorno dell’inaugurazione (1912) del busto marmoreo, realizzato dallo scultore Siccardi, a Gabriele Camozzi, patriota (oggi il monumento è rovinato). Sulla facciata di palazzo Camozzi, si nota la scritta “Albergo Dalmine”.
 -  Villa Camozzi, lato sud, prima dell'abbattimento dello stallo del malghese per fare il primo deposito di biciclette, dal 1927 al 1938, è stata la sede del Comune unificato di Dalmine. 
-    Dalmine: la proprietà Camozzi, sede del Comune, demolita per far posto al deposito di biciclette ed alla casa di riposo.
 -  Casa Colonica Camozzi: Cortile interno, già proprietà dei Canonici Lateranensi. Demolita nel 1937 per far posto al parcheggio autobus. 
-    Via Gabriele Camozzi.
-    Sabbio 1956: Vecchio cimitero Napoleonico di Sabbio Bergamasco. Dismesso nel 1963 e demolito completamente.
-    Vecchio cimitero di Sforzatica S. Andrea: fu costruito nei campi nel 1769 in Via Comunale al Cimitero. Da allora si abbandonò la consuetudine di seppellire in chiesa. Fu dismesso nel.... ma ancora non demolito.
-     Trattoria di Mariano "ol Cèrbel" dove si mangiava la porchetta.

  
   

-   Ex mulino di Dalmine centro, ora via Camozzi.
-  Ex mulino di Sforzatica, fu di proprietà dei Conti Calepio nel 1600 ca. Essi godevano del privilegio del dazio sulle pietre da molino che si costruivano nella valle Calepio, privilegio che gli fu confermato nel 1554 dalla Repubblica Veneta.  Il mulino, i cui ultimi proprietari furono i sigg Passera, fu demolito nel 1989. L’acqua, per il funzionamento era quella della Roggia Serio Piccolo, derivazione della Roggia di Serio.
-   Villa Danieli Camozzi: Particolare del cortile interno della villa.

 
 
   
 
 -   Villa Camozzi: precisamente il lato est di palazzo Camozzi. E' stata abbattuta per costruire il parcheggio delle biciclette nel 1936/37. Per alcuni anni aveva ospitato il museo dei cimeli risorgimentali di Gabriele Camozzi e nell'ala sud aveva ospitato il comune di Dalmine fino alla costruzione del nuovo edificio. Il giardino, la parte davanti alla villa, è stato realizzato abbattendo la vecchia fornace. La villa fu costruita dal padre di Gabriele tra il 1819 (quando ebbe il titolo di conte) e il 1843 (anno del catasto austriaco, dove appare la villa).  
-   Villa Danieli Camozzi: E’ raffigutata la “Torre Camozzi” (oggi riveduta in Torre Suardi). Ancora oggi rimane uno dei simboli più significativi di Dalmine.

 

   
 
  - Via Gualtiero Danieli: (genero di Gabriele Camozzi), molti di questi edifici verranno demoliti nel 1938 per far posto alla fontana di Piazza “Caduti 6 Luglio 1944” ed a nuovi insediamenti abitativi e commerciali “ i famosi portici di Dalmine centro”.
- Edifici con abitazioni e negozi demoliti nel 1938 per far posto a una nuova piazza con fontana denominata 20 Marzo 1919, (ora Piazza Caduti 6 Luglio 1944).
- Dalmine centro, anni ’40: Casa colonica demolita per realizzare il parcheggio per autobus.


     
-    Palazzo Camozzi verso via Camozzi. Notare l’evoluzione nel tempo con la “Torre Suardi”. Sull’edificio l’insegna della “Cooperativa di Dalmine” e sull’angolo di dx la targa che indica il nome della piazza di quel periodo “20 Marzo 1919”.

-    La medioevale “Torre Suardi”, erroneamente conosciuta fino al 2010 come “Torre Camozzi”.  Ricordiamo che “Bernarda Visconti (nata nel 1353 e morta a soli 23 anni) era la prima moglie del Cavalier Giovanni Suardi (morto nel 1402), capo dei Ghibellini in Bergamo e grande proprietario terriero a Dalmine (compresa la torre). Giovanni Suardi e Bernarda Visconti si sposarono in Città Alta il 16 gennaio 1367. Nel 1498 la torre passò di proprietà ai Canonici Lateranensi, grandi proprietari e affittuari in Dalmine. Nel 1787 ne diviene proprietario Ambrogio Camozzi, appartenente a una famiglia di nobili bergamaschi. Nel 1933 la famiglia Camozzi-Danieli vende alla Dalmine tutte le loro proprietà tra cui la torre. Dal 2007 ne è proprietario il comune di Dalmine. La torre ospitò il pianoforte, ora in Rocca, dove si suonò per la prima volta l’inno di Garibaldi e, si dice, anche il cavallo imbalsamato del gen. Camozzi. A breve (sett. 2014) partiranno i lavori di ristrutturazione della vecchia torre.

-    Campanile di Sabbio con l’orologio, posizionato più in alto rispetto all’origine per aiutare i contadini a verificare il tempo di godimento dell'acqua di irrigazione. Al centro della torre un bellissimo leone di San Marco in pietra (1770) opera dello scultore Sforzatichese Antonio Maria Pirovano.

-    Torre Medioevale di Sforzatica S. Andrea, bella e massiccia, testimone del ruolo svolto in passato dalla comunità.   -   Portone d’ingresso in granito e cotto, con sovrastante affresco, ora sbiadito, della Cascina Nuova in località Sforzatica S. Maria.



   
 
 -    Guzzanica: La torre medioevale. E' consolidata la notizia che a Guzzanica intorno all'anno mille vi fosse un castello, non è dato sapere pero' (non ci sono documenti in merito) se il nostro torrione facesse parte del ''castrum de Jusanica''.  E' probabile invece che il nostro torrione fosse parte integrante di difesa di una cascina fortificata. La torre oggi è abitata da una famiglia che vi risiede sin dal 1900, ed è di loro proprietà dal 1983. Negli anni '60 la parte alta era adibita a ''colombaia'' per il ricovero e l'allevamento di colombi. La peculiarità della torre, alta 9 metri per tre piani abitabili, è la disposizione delle scale interne, tutte appoggiate al lato nord , mentre le stanze danno sul lato sud con le pareti che seguono l'andamento circolare della torre stessa. Una leggenda metropolitana racconta che anticamente tale proprietà fosse dei Vescovi di Bergamo e che nei terreni vicini vi fosse nascosto '' il tesoro dei Vescovi'' ...il problema è sapere dove...
-    Sforzatica: Vicolo d’ingresso ad un casa colonica dei Camozzi. Sul portone d’ingresso è ben visibile lo stemma della famiglia.
-    Sforzatica: Via Campanile, ora via Carrara. Sull’angolo e visibile la vecchia santella, ora demolita per far posto a nuove costruzioni. Una nuova Santella, più moderna, è stata eretta in via Carrara.
-    Dalmine, Bagina anni ‘30: Lavatoio pubblico del quartiere operaio Garbagni.



   
 
-    Dalmine Brembo: Interno di Villa Pesenti ubicata a Brembo di Dalmine.
-    Sforzatica: Villa Dall´Ovo che si segnala per una sala museo (Sala Garibaldi) con le pareti interamente affrescate da Marco Ravasio nel 1850-51, con la consulenza di Luigi Enrico dall’Ovo, con motivi che si rifanno a episodi del Risorgimento. Fu in questo palazzo che circa duecento camicie rosse bergamasche giurarono fedeltà a Giuseppe Garibaldi, pochi giorni prima di partire alla volta di Quarto.
-    Guzzanica: Ex villa dell’umanista Michele Alberto Carrara.

 
   
 - Dalmine: Casa Colleoni in Via V. Veneto. Nel cortile retrostante, il 20 marzo 1919, Benito Mussolini tenne lo storico primo discorso agli operai dello stabilimento. Nel 1932 ospitò la prima farmacia di Dalmine.
-  Mariano, anni ’30: Piazza Vittorio Emanuele II, monumento ai caduti della grande guerra 1915-18; Chiesetta di S. Rocco.
-   Dalmine, anni ’50: Trattoria “Sport” di Via Vittorio Veneto. - Una delle prime e poche trattorie con alloggio esistenti nel comune nella prima metà del secolo scorso, esiste ancora oggi come “Bar Sport.


   
         
       

- Ol "cassinett" cascina in zona Santa Maria. Vi risiedevano molte famiglie di contadini.
- Mariano 1971: "stall del Gimond" - Tipico divertimento domenicale, gioco delle bocce nel cortile.
- Dalmine Sforzatica:  "stall di Tor". All'interno del cortile una parte era adibita ad abitazioni, una parte al ricovero degli animali e il resto come fienile o deposito attrezzi. (come in tutti i cortili).
-  Dalmine-Sforzatica, anni 60/70 stall di Barù (Fenili) a sforzatica in Via Umberto I° n.9 (Foto: Parimbelli)

 
   
 -  Operai scesi dal tram (gamba de legn, ol tram de Monsa) alla fermata della “Ghisleri” di Via Provinciale (dove si può vedere ancora la pensilina originale in ferro battuto), percorrono a piedi Via Vittorio Veneto per raggiungere la portineria d’entrata dello stabilimento. In seguito la fermata fu portata a Dalmine vicino alla casa del fascio.
-   Dalmine: Inizio di via Vittorio Veneto dalla strada Statale SS.525, ora strada provinciale ex SS 525 del Brembo; sulla destra l’ingresso al velodromo.
- Dalmine, 1908: Edificio della direzione dello stabilimento della Società Anonima tubi Mannesmann.



   

 -   Dalmine: Pensione privata edificata nel 1924 dalla Dalmine S.A., nata per supporto ad impiegati e dirigenti che provenivano da località lontane, la foresteria metteva a disposizione fino a 40 camere da letto, sale da gioco e da ritrovo. Il ristorante poteva servire 120 pasti contemporaneamente, anche per ospiti giornalieri presso gli uffici della Dalmine. Superficie coperta del fabbricato 933 mq per un volume di 11.000 mc.
-    Dalmine: Teatro Civico Comunale, ubicato in Via Kennedy, 3.
-    Dalmine: Poliambulatorio. Costruito dalla Pro Dalmine nel 1942, su progetto dell’arch. Greppi. Nato con lo scopo di dare assistenza sanitaria a ca 25.000 persone. Donato ai dipendenti della società e alle loro famiglie con atto di donazione datato 8 febb 1943 stipulato tra la Soc. Pro Dalmine S.A. e la Federazione Nazionale Fascista della Cassa Mutua di Malattia per i lavoratori del’industria-Ufficio Provinciale di Bergamo. L’immobile, di nuova costruzione, insiste su un’area di 2.522,40 mq. L’edificio è costituito da 64 vani su tre piani ed ha un volume complessivo di mc 7.700


 

   

-    Dalmine: A ridosso della cinta muraria dello stabilimento furono costruiti: il Villaggio operaio, la “Bagina” intitolato all'ing. Garbagni e il quartiere per dirigenti e impiegati le “Ville” intitolato a “Leonardo da Vinci”. I lavori iniziarono nel 1920. Il villaggio operaio fu costruito lungo la strada verso Mariano e si compone di fabbricati con appartamenti destinati ai capi officina e a una parte delle maestranze. Il villaggio dei dirigenti e degli impiegati fu costruito in tutt'altra parte, a nord-est verso Sabbio ed è composto di villette a due piani con annessi giardini. I due villaggi in continuo sviluppo, occupavano, compreso le case costruite nell’anno XX, un’area di 135.937 mq, di cui 21.257 mq sono coperti da 88 fabbricati (296 appartamenti pari a 1.460 locali), con un volume complessivo di 162.935 mc, mentre la parte rimanente era destinata a giardini e orti attorno ad ogni casa.
-    Dalmine: L'autostrada BG-MI al casello di Dalmine nell’anno 1930, da notare sullo sfondo le case rurali del borgo di Guzzanica. L’autostrada era a una sola corsia di marcia e attraversa da ovest a est il territorio di Dalmine. Il primo tratto, tra Milano e Bergamo, fu aperto il 24 settembre del 1927 e prolungato fino a Brescia nel 1931. Ora si chiama “Autostrada A4” , il tratto BG-MI  oggi è a quattro corsie per senso di marcia mentre il tratto BG-BS è a tre corsie.


 

   

-    Dalmine: Edifici con abitazioni e negozi demoliti nel 1938 per far posto a una nuova piazza con fontana denominata 20 Marzo 1919 (ora Piazza Caduti 6 Luglio 1944).
-    P.zza 20 marzo 1919 in costruzione - Foto scattata il 16 gennaio 1939, due giorni prima dell’inizio lavori di costruzione della fontana.
-    Dalmine, 20 marzo 1939: Inaugurazione della piazza “20 marzo 1919” con monumento centrale in marmo (la fontana - battezzata “pà de saù”), eretta a ricordo nel ventennale dello storico discorso agli operai tenuto a Dalmine il 20 marzo 1919, nel palazzo Colleoni, da Benito Mussolini. La Dalmine S.A. volle incise nel marmo della fontana le parole del Suo discorso. Dopo la guerra il lastrone di marmo, sopra la fontana con le incisioni, fu eliminato.


 

   

 -    Dalmine: La casa del fascio, ubicata in Piazza dell'Impero (ora piazza della libertà) fu edificata tra il 1934-1935. (La Casa del Fascio )
 -    La scuola privata delle elementari di Dalmine: L'edificio è stato realizzato nel 1927 da G.Greppi; ha una cubatura di 5.680 mc ed è circondato da un ampio giardino. Destinata in primo luogo ai figli dei dipendenti della Società, che attraverso la Pro Dalmine provvedeva ad ogni spesa, educando ogni anno, nelle cinque classi, circa 250 alunni. La decisione della Società di costruire in proprio una scuola elementare matura a seguito di anni di complessi rapporti con l'allora comune di Sabbio che, a seguito di convenzioni e oblazioni da parte dell'impresa siderurgica, avrebbe dovuto occuparsi della realizzazione delle scuole, operazione sempre rimandata. La situazione venne sbloccata quando, nel 1927, Sforzatica, Mariano al Brembo e Sabbio Bergamasco vennero riuniti amministrativamente nell'unico comune di Dalmine. La scuola è passata poi alla Provincia, ora è tornata ai privati, da poco è stata ristrutturata e ampliata (2010).
-    L’asilo Infantile: Costruito nel  1926 su progetto dell’arch. Greppi. Ospitava ogni anno 60 figli dei dipendenti, ai quali, attraverso la Pro Dalmine, venivano distribuiti gratuitamente indumenti e refezione. Sup. 332 mq, Volume 1.916 mc.


 

   

-    Dalmine: La casa di riposo 20 Marzo 1919: Costruita nel ventennale del discorso di Mussolini, inaugurata nel 1940, era destinata ad accogliere, a intere spese della Società, i vecchi operai della Dalmine. Nel periodo bellico il fabbricato è stato momentaneamente (poi permanentemente) utilizzato per la Scuola Tecnica Industriale e per le altre istituzioni coordinate dal Centro per l’istruzione Professionale della Dalmine. Ora è centro dell’università di Ingegneria.
-    Dalmine: L’attuale direzione dello stabilimento della Dalmine S.p.A. (ora Tenaris-Dalmine). Edificato nel 1938 su progetto dell'architetto G. Greppi. Il nuovo palazzo della Direzione della Soc. An. Stabilimenti di Dalmine (dal 1939 Dalmine s.a.), era funzionalmente studiato per ospitare nel corpo centrale gli uffici di presidenza, direzione e consiglio d'amministrazione, nei corpi laterali l'amministrazione e gli uffici tecnici.
-   Dalmine: Le scuole Elementari “Camozzi” di Viale Natale Betelli.


 

   

-    Dalmine-anni '30: La cascina colonica "Macallè" destinata a ricordare ai lavoratori l’amore per la terra ed a servire da guida all’agricoltura locale con coltivazioni e attrezzature, naturalmente dopo le sanzioni economiche cui era soggetta l'Italia. L’azienda agricola, di proprietà della Pro Dalmine, era composta da 14 gruppi colonici (cascine), con 100 ettari di terreno, tutti nel comune di Dalmine, interamente a coltivazione e con 70 capi di bestiame da latte. Alcuni gruppi erano precedenti all’insediamento industriale altri vennero costruiti nella seconda metà degli anni ’30 e ad essi vennero attribuiti nomi legati alle vicende coloniali: Macallè, Adua, Addis Abeba e Asmara.
-    Dalmine, anni ’30: Azienda agricola della Pro Dalmine denominata “Adua” in Via G. Marconi
-    Dalmine, anni ‘30: Gruppo di case coloniche denominate “Adis Abeba” site in Via Cave, località Mariano.


 

   

  -    Dalmine-Brembo: La cascina del Zurzi, una struttura rustica, con soffitti di vecchie travi in legno o a volta. All'interno sono presenti stalle, fienili, granai, e le abitazioni dei contadini riunite in un'unica struttura. Ubicata in mezzo alla campagna di Sforzatica, lontana dal centro abitato. La pianta della cascina è quadrangolare, al centro è situata la corte (il cortile o aia), attorno al quale si trovano i vari edifici agricoli.
-    Dalmine: La sede del nuovo comune unico (dopo l’accorpamento del tre comuni) nel 1927, anno della sua costituzione, è posta presso uno degli abitati della ex proprietà Camozzi, dove resterà fino al 1938, anno in cui verrà inaugurato il nuovo edificio in piazza della libertà.
-    Dalmine: Deposito biciclette per i dipendenti della Dalmine S.p.A. costruito nel  1938 dopo la demolizione del fabbricato che aveva ospitato il comune dal 1927. Poteva accogliere più di 3.600 biciclette. (ora è stato ristrutturato ed è parte dell’università di Dalmine).


 

   

-    Centrale del latte. Venivano gestiti più di 70.000 litri di latte all’anno.
-    Produzione di farina, pane e pasta, aveva una potenzialità produttiva di: 25 q.li di farina, 10 q.li di pane e 5 q.li di pasta.
-    Fabbricato del mulino, pastificio, panificio e centrale del latte. Occupava una superficie di 485 mq. Venivano lavorati i prodotti dell’azienda agricola della Pro Dalmine e poi passati alla Cooperativa di Consumo per la distribuzione.


 

   

 -    Dalmine: Sede del Dopolavoro Aziendale della S.A. Stabilimenti Dalmine, progettatta dall’arch. Greppi. Nata per favorire lo sviluppo di attività ricreative nel tempo libero, venne inaugurata il 28 ott. 1936 al nome di Antonio Locatelli. (Essa è dotata di uno stadio avente un’area di 22.000 mq con una pista sopraelevata in cemento per gare ciclistiche, di campi di gioco per pallacorda, che coprono un’area di 1435 mq, di due campi da tennis e di una piscina di dimensioni olimpioniche “33,33x18,00 m” ideale per centro di sport e di svago). Volume del fabbricato 4.365 mc, superfice coperta 420 mq. Dopo la guerra prese il nome di CRAL (circolo ricreativo aziendale lavoratori). Oggi è di proprietà del Comune di Dalmine.
-    Dalmine: La nuova sede del Comune di Dalmine, progettata dieci anni dopo la riunificazione dei comuni di Sabbio Bergamasco, Sforzatica e Mariano al Brembo, dall'architetto Giovanni Greppi. La nuova sede è stata inaugurata il 2 luglio 1938.


 

   

-    Dalmine: Largo Europa con la fontana (ora demolita). La formazione e costruzione della piazza completa è stata fatta nel 1960 (è costata L. 10.500.000). Assieme alla piazza è stato realizzato il giardino pubblico di Largo Europa (costato L. 9.000.000).
-    Largo Europa fotografata nel 2008. Il rifacimento della piazza è datato 1983/85. Da rilevare, in concomitanza con la sistemazione della piazza, la realizzazione del monumento ai caduti di tutte le guerre,  posto sul lato dx della piazza..
 -    Domenica 15 maggio 1983: per interessamento della locale amministrazione, in collaborazione con la sezione combattentistica e dell'Arma, è stato inaugurato il nuovo monumento ai  Caduti di tutte le guerre, eretto in largo Europa appena risistemata. L’opera bronzea dello scultore Mario Toffetti, di Fornovo S. Giovanni, è costata 25 milioni circa. Alla cerimonia, di scoprimento e inaugurazione, hanno partecipato autorità delle sezioni combattentistiche e Reduci di Dalmine e frazioni, rappresentanti dell'Arma dei Carabinieri e della cittadinanza, a seguire S. Messa da parte dei parroci della zona di Dalmine e, alle 19.00, concerto da parte del corpo musicale di Sforzatica con intermezzo di canti popolari eseguiti dal Coro Gam di Comun Nuovo. Ha preso parte anche la Banda musicale di Mariano al Brembo.


 

   

Sopra: la trasformazione nel tempo della piazza  “Caduti 6 luglio 1944”e della grande fontana. Nasce nel 1939 come piazza “20 Marzo 1919”, dopo la guerra diventa “Piazza Garibaldi” e poi piazza “Caduti 6 Luglio del 1944”. In evidenza “la grande parete marmorea” che si leva sulle acque di una grande fontana con incise le parole con cui Mussolini il 20 marzo 1919 annunciava l’inizio della sua era. Dopo la guerra la parete venne rimossa ed ora è introvabile.
Sotto: trasformazione della fontana negli anni a seguire fino all’ultima sistemazione anni 2009. La meno riuscita è quella con gli spruzzi d'acqua, bastava un soffio di vento e allagava tutto e tutti.

   

 


 

     

-    Dalmine 1954: Autorimessa per autobus di P.zza Risorgimento. Costruita sull’area ricavata dalla demolizione, nel 1937,  della Casa Colonica Camozzi.
-   Dalmine, anno 2007 - Fronte-Retro della medaglia commemorativa per l’80° del Comune di Dalmine (1927 – 2007) con descrizione della medaglia. Opera dello scultore Luigi Oldani,