Pasqua in Italia

L’Italia per la Pasqua mette in scena oltre tremila rappresentazioni, con un succedersi di processioni, riti religiosi, feste popolari, sagre e tradizioni folcloristiche da nord a sud. Interi Paesi scendono in Piazza, durante la Settimama Santa, per celebrare e commemorare il dramma sacro della Morte e della Resurrezione.
La notte del Venerdì Santo le strade si illuminano di fiaccole e da affollate processioni: talvolta i penitenti sono a piedi scalzi o in catene.
La Domenica di Pasqua esplode l’elemento gioioso che si manifesta nel volo delle colombe, nello scoppio di mortaretti e fuochi d’artificio, nelle grida esultanti dei fedeli. Dopo il lungo periodo di Quaresima che prevede la moderazione alimentare, si consuma l’agnello pasquale e si distribuiscono uova e dolci a forma di colomba.  Ecco alcuni riti e rappresentazioni che si svolgono nelle nostre città:



LO SCOPPIO DEL CARRO o Fuoco di Pasqua (FI)
L'origine di questa cerimonia tradizionale risale ai tempi delle crociate. Si narra che nel 1099 il famoso capitano fiorentino Pazzino dei Pazzi combatté valorosamente contro gli infedeli, salì per primo sulle mura di Gerusalemme e vi innalzò il vessillo cristiano. Per queste sue gesta, Goffredo di Buglione lo premiò con alcune pietre del Santo Sepolcro. Pazzino dei Pazzi le portò a Firenze ed esse furono usate dal Vescovo nel giorno del Sabato Santo: sfregando un acciarino su di esse, accese un fuoco che venne distribuito a tutti i cittadini. Da qui la famiglia dei Pazzi gettò le basi dell'odierna cerimonia, costruendo un monumentale "Carro di Fuoco" detto "Brindellone", simile al carroccio cittadino; per secoli i discendenti della famiglia mantennero questa tradizione, ripresa poi in tempi recenti. La mattina di Pasqua il carro viene trasportato fino al duomo. Viene poi teso un cavo che unisce il carro all'altare maggiore del Duomo. Lungo questo cavo viene installata una colombina che porta nel becco un ramoscello di olivo: questa colombina deve scivolare lungo il filo verso il carro con la miccia accesa per incendiare i fuochi d’artificio contenuti su di esso. Infatti durante la S. Messa , al momento del "Gloria", l'Arcivescovo accende i razzi della "Colombina", la quale scorre lungo il cavo, percorrendo tutta la navata centrale; qui appicca il fuoco ai mortaretti piazzati sul "Carro", segue poi il percorso inverso tornando all'altar Maggiore. Se tutto si svolge senza intoppi, per Firenze si preannuncia un anno positivo. Il "Carro" conserva al suo interno "le pietre del Santo Sepolcro".


 

RiITO DELLA PASSIONE (Barile-PZ)
Barile rivive ogni anno la giornata della Passione, grazie ad una tradizione secolare che vede nella cittadina la rappresentazione religiosa del calvario e della morte di Gesù Cristo. La Sacra Rappresentazione del Venerdì Santo consiste di un corteo che si snoda per cinque chilometri, capeggiato da tre centurioni a cavallo e da tre bambine vestite di bianco che simboleggiano le tre Marie. Al seguito troviamo una ragazza vestita di nero che reca lo stendardo con i segni della passione di Cristo e trentatrè bambine vestite di nero. Accanto alle drammatiche scene di dolore e di pianto, si notano personaggi che conservano fedelmente le descrizioni bibliche, convivono elementi assolutamente originali, dove la realtà storica si interseca con la fantasia popolare. Pare che il primo a creare la manifestazione sia stato tanti secoli fa un sacrestano della Chiesa Madre. Per arricchire la Via Crucis, si ingegnò a rappresentare le scene del dramma. Da allora Barile vive la sua grande giornata della Settimana Santa. La partecipazione popolare è altissima sia nella fase preparatoria, che in quella conclusiva. Nella rappresentazione sono coinvolte circa 126 persone; quindi 25 gruppi di personaggi percorrono per quattro ore le vie del paese. Il corteo si chiude con la presenza delle statue del Cristo Morto e dell'Addolorata, preceduti dal Sacerdote.  Nella straordinaria rievocazione della passione di Cristo, motivo di grande significato è l'oro che copre i simboli e riveste i personaggi. E' l'oro, infatti, il motivo ricorrente della manifestazione: l'oro che copre le croci e gli abiti bianchi delle "tre Marie", bimbe che simboleggiano purezza e innocenza, oro alle dita dei sacerdoti del Sinedrio; l'oro, infine, che intesse il vestito dell'Addolorata. Ma, soprattutto, l'oro "veste" la zingara, personaggio singolare che, secondo la tradizione popolare, ha acquistato i chiodi per la crocifissione. Zingara e Moro (simbolo rappresentativo del male) sono fra i pochi personaggi che si muovono nel corso della processione, ostentando indifferenza e persino allegria nel generale clima di tragedia. Da Natale in poi la ragazza di Barile che interpreterà la zingara riunisce gli ori delle famiglie del paese. Con i dieci chili di splendidi ori antichi che così raccoglie, la zingara "costruisce" un corpetto ricchissimo, e ancora se ne riempie le dita e le braccia, i capelli e il collo e, ridendo sfacciata, ancheggiando sfrontata davanti all' Ecce Homo insanguinato, regala alla gente ceci e confetti, estraendoli da un cestino in cui si vedono i chiodi della crocifissione.


 

ABBALLU DE LI DIAVULI - Prizzi - PA
Nelle celebrazioni di Prizzi compaiono le maschere della Morte e dei Demoni. La Domenica di Resurrezione due processioni, quella con la statua dell’Addolorata e quella con Gesù cristo si dispongono a un capo e all’altro della via principale. Accanto a quest’ultima si trovano due angeli con la spada in mano. Ma al momento dell’incontro tra la Madonne e Cristo due diavoli che indossano due tute rosse e una maschera di latta e la Morte con una tutta gialla cominciano ad agitarsi correndo da una statua all’altra. Il tentativo di impedire l’incontro tra la Madre e il Figlio è detto "abballu di li diavuli". Ad un certo punto gli Angeli colpiscono i diavoli con la spada. Le campane e la banda suonano a gloria.

 


 

A MARONNA VASA VASA  -   MODICA (RG)

BF71 Modica

A Modica, si celebra la Maronna vasa vasa. Due processioni partono entrambe dalla Chiesa di Santa Maria di Betlem, una con il simulacro del "Cristo Redento", l’altra con il simulacro della Madonna Addolorata. Le due processioni percorrono le vie cittadine ma con itinerari diversi e, intorno a mezzogiorno, confluiscono in Piazza Municipio dove avviene ù ‘ncontru, l’incontro, tra la Madre e il Figlio, e la vasata (il bacio e l’abbraccio tra i due). L’operazione si effettua mediante un marchingegno grazie al quale i meccanismi del fercolo, mossi adeguatamente, fanno muovere le braccia delle Madonna tese verso il Figlio. I portatori accentuano teatralmente i gesti dei due simulacri. La scena si ripete altre due volte. Ad ogni incontro alla Madonna viene fatto cadere il manto nero scoprendo la veste azzurra e tutte le volte si lasciano libere di svolazzare un gruppo di colombe bianche. L’abbraccio tra la Madonna a Gesù contagia il popolo, tanto che molti, esultando, abbracciano il proprio vicino.


 

A PACI  -  COMISO (RG)
A Comiso avviene una celebrazione analoga chiamata "A Paci". Prima che la giornata di sabato sia conclusa, la statua della Madonna Annunziata è prelevata dalla sua nicchia all'interno della Chiesa omonima perchè il giorno di Pasqua ci sarà la processione di questa statua insieme a quella del Cristo risorto. Raggiunto un piazzale adeguatamente grande, le due statue sono poste l'una di fronte alla altra, a distanza di circa 50 metri, per poi ricongiungersi in un incontro accompagnato dal battere delle mani dei fedeli, dal movimento di fazzoletti bianchi e dall'esecuzione dell'inno reale da parte della banda musicale; questo incontro è ripetuto più volte e raggiunge il suo culmine quando il rito è ripetuto nella Piazza Fonte Diana, qui l'evento è accompagnato dal suono, senza sosta, delle campane della chiesa. L'ultima rappresentazione della "pace" si ha quando le statue rientrano in Chiesa.


 

LA SETTIMANA SANTA -  ENNA (EN)
Uno dei momenti più suggestivi per visitare Enna è proprio la Settimana Santa, i cui riti risalgono al tempo della dominazione spagnola (XV-XVII secolo), quandoBF72 Enna le Confraternite che già esistevano come corporazioni di arti e mestieri, vennero autorizzate a costituirsi liberamente come organizzazioni religiose per promuovere il culto, ricevendo dai sovrani norme precise e privilegi. Delle 34 confraternite che esistevano fino al 1740 ne sopravvivono, oggi, solo 15 che animano la Settimana Santa. I confrati odierni non sono più i minatori e gli agricoltori di una volta: l’unica preclusione che è rimasta riguarda il sesso, sono ammessi solo gli uomini. Il momento culminante delle celebrazioni pasquali si svolge il Venerdì Santo quando, nel primo pomeriggio, tutte le confraternite giungono al Duomo e lì cominciano a comporsi per la solenne processione. Sono oltre duemila i confrati incappucciati che, in ordine e in assoluto silenzio, precedono le Vare (gruppi statuari) del Cristo Morto e dell’Addolorata, dando inizio al lungo corteo funebre che percorrerà tutta la città. Ad aprire la sfilata è la Compagnia della Passione, i cui confrati portano sui vassoi i 24 simboli del Martirio di Cristo detti i Misteri: la croce, la borsa con i trenta denari, la corona, la lanterna, il gallo, i chiodi e gli arnesi per la flagellazione. La processione raggiunge solennemente la chiesa del cimitero, dove viene impartita ai fedeli la benediazione con la Croce, reliquario contenente la spina della Corona di Cristo.


 

LA "REAL MAESTRANZA"  - CALTANISSETTA (CL)
Alle antiche corporazione artigiane è legata la celebrazione della Real Maestranza che si svolge il Mercoledì a Caltanissetta. L’imponente e commovente corteo è costituito dai rappresentanti locali delle più antiche corporazioni artigiane. Nel 1806 Federico di Borbone, impressionato dall’imponenza di questo corteo, concesse alla Maestranza il titolo di reale. Il personaggio principale della manifestazione è il Capitano che viene eletto ogni anno tra i vari rappreentanti delle categorie artigiane, il quale ha l’onore di portare il Cristo in Croce, in segno penitenziale, nella prima parte della processione per poi guidare la Real Maestranza quale scorta d’onore del Santissimo.


 

LA PASQUA A SAN CATALDO (CL)
In provincia di Caltanissetta è da ricordare anche la processione del Cristo Risorto e dei Sanpauluna di San Cataldo. Questi ultimi sono dei giganti di cartapesta raffiguranti gli undici Apostoli e sono stati inseriti nel catalogo europeo dei giganti di cartapesta e si tratta di una tradizione, anch’essa, risalente al periodo della dominazione spagnola.


 

LA "DIAVOLATA" DI ADRANO (CT)
Ad Adrano (CT), la Domenica di Pasqua, si effettua "La diavolata", una rappresentazione sacra d'origine medievale. Essa si effettua nei pressi della piazzaBF75 LaDiavolataAdrano principale sfruttando come scenario ideale il Castello cittadino. In questa zona un palco ospitera' cinque diavoli vestiti di rosso che escono da una botola accompagnati da fiammate e fumo, Lucifero. La Morte, indossa un abito raffigurante uno scheletro - ed un angelo - e' rappresentato da un bambino. L'evento e' costituito da una serie di discussioni sul bene e sul male e si conclude quando l'Angelo costringe i diavoli a pronunciare la frase "Viva". Comunque sono sempre protagonisti i diavoli.


 

U SIGNURI DI LI FASCI   -  PIETRAPERZIA (EN)
A Pietraperzia (Enna), il Venerdì Santo verso le 15 cominciano i preparativi per la processione che si snoderà per le vie del paese fino a notte inoltrata. Un nastrino rosso, dopo essere stato misurato sul corpo del Cristo, viene annodato al braccio del fedele. All’imbrunire viene portato fuori dalla chiesa il grande albero, una grande asta di legno alla cui sommità, in un cerchio di ferro vengono annodate le fasce che ogni anno i fedeli annodano per sciogliere il loro voto a Cristo. Le fasce sono strisce di lino bianco lunghe 36 metri e larghe 40 cm. Prima di innalzare la lunga asta sulla sommità viene posto un crocifisso ai piedi del quale è sistemeto un globo multicolore. A questo punto “U Signuri di li fasci” percorre le strade di tutto il paese, gli "incappucciati" seguono il simulacro portando a spalla la bara del Cristo morto e della Vergine. In questa cerimonia l’albero è simbolo della rigenerazione del tempo, della resurrezione della vegetazione, metafora del ritorno ciclico della primavera.


 

LA "PROCESSIONE DEI MISTERI"  - TRAPANI
Si tratta di una Sacra Rappresentazione, forse di origine spagnola, che diventa processione figurata, coè con statue. Ogni gruppo di statue rappresenta una maestranza, i Misteri (Mestieri). Le maestranze sono coinvolte tutti i venerdì di Quaresima quando avviene la "scinnuta dei misteri", cioè quando il gruppo statuario che rappresenta il "misteri" (Mestiere) di turno viene posto in evidenza rispetto agli altri. Il Venerdì Santo si svolge la processione più imponente con la pertecipazione di 18 gruppi lignei appartenenti alle maestranze più l’urna del Cristo morto e dell’Addolorata. La processione parte nel primo pomeriggio di venerdì e termina il sabato mattina


 

A IGLESIAS
Il martedì ha luogo la processione dei Misteri. Il Giovedì, dopo il tramonto, si svolge la processione dell’Addolorata. La processione più attesa quella del Venerdì Santo nella quale è rappresentato il funerale di Gesù raffigurato in un bellissimo simulacro risalente al XVII secolo e accompagnato da una lunghissima schiera di figuranti in abito spagnolo.


 

A SASSARI
le celebrazioni si aprono con la messa nelle Chiesa delle monache Cappuccine e con la benedizione delle Palme nella Chiesa della Santissima Trinità. Qui tutta leBF70 Sassari settimana è costellata da numerose processioni e suggestive rappresentazioni che si devono soprattutto al sopravvivere delle Confraternite di S. Croce, dei Misteri, del SS. Sacramento e dei Servi di Maria. Il martedì la processione dei SS. Misteri attraversa il centro Storico della città ricorda la Passione di Cristo. Mercoledì si svolge ad opera della Confraternita del SS. Sacramento la deposizione di Cristo nella chiesa della Santissima Trinità, culmine di un corteo partito dalla Chiesa di Sant’Antonio Abate. Celebrazione di grande effetto è la rappresentazione della Madonna dei Sette Dolori: una statua della Vergine Maria viene portata in processione dai membri di tutte le confraternite alla ricerca del Figlio morto. Il Venerdì Santo si ripete il rito della deposizione del Cristo, seguito dalla Via Crucis e dalla processione del Cristo morto. Domenica si svolge il suggestivo rito dell’incontro tra Madre e Figlio. La Madonna, comincia il suo percorso in Piazza Sant’Antonio e vaga per le vie della città per arrivare in Piazza Colonna Mariana dove avviene il commovente incontro con il Cristo Risorto.


 

A OLIENA (NU)
nel corso della Settimana di Passione si svolge il rito della Scrocifissione: il Cristo viene tolto dalla Croce dalle Pie Donne. Gruppi di uomini e donne vanno alla ricerca del Cristo Risorto facendo tappa in tutte le chiese del pease tutti i giorni fino al Sabato quando la statua del cristo viene ritrovata. Il simulacro della Madonna viene addobbato con oro e gioielli per essere portato in processione la Domenica di Pasqua alla ricerca di Cristo. L’incontro avviene dopo due lunghe e sentite processioni lungo le vie del paese e sono composte da donne e uomini che indossano il costume tipico di Oliena. La cosa più curiosa è che durante la manifestazioni i cittadini che non partecipano alle processioni stanno sui balconi con fucili, pistole e altre armi e sparano in aria annunciando la resurrezione. Nel momento in Cui Cristo e la Madonna si incontrano la sparatoria si intensifica e alla fine della processione i simulacri vengono portati in chiesa per la celebrazione della messa pasquale. La sparatoria in un luogo pubblico non è mai stata vietata dalla legge in quanto risale a una antica tradizione e non sono mai avvenuti incidenti che hanno reso necessaria l’adozione di provvedimenti legislativi.


 

A STRETTOIA (LU) 
Le manifestazioni della Settimana Santa cominciano la Domenica delle Palme nella Piazza del Paese dove viene rappresentato l’arrivo di Gesù e dei Discepoli a Gerusalemme. Le manifestazioni proseguono il Giovedì Santo nella Chiesa di Sant’Ippolito a Cassiano con la Lavanda dei Piedi e la rappresentazione scenica dell’Ultima Cena. Il Venerdì Santo il paese viene illuminato per la ricostruzione del Calvario e vari personaggi ricostruiscono le stazioni della Via Crucis. La Domenica di Pasqua l’attore che rappresenta Gesù torna in chiesa tra gli applausi dei fedeli.


 

A BORMIO (SO)
Esiste una tradizione, probabilmente unica nel suo genere, che affonda le sue radici nella natura pastorale di questa terra: sono i “Pasquali”, vero e proprio rito propiziatorio per la nuova stagione dopo i rigori dell’inverno. I Pasquali consistono nella benedizione di cinque agnellini che vengono trasportati nella chiesa arcipretale ornati nel migliore dei modi da ciascuno dei cinque rioni in cui è suddiviso il borgo. Ogni pastore rionale conduce il suo agnellino alla chiesa colleggiata. Qualche volta un rione ha un proprio buon pastore rappresentato da un bimbo vestito di pelli che stringe tra le braccia un agnellino bianco. La preparazione dei Pasquali comincia in pieno inverno quando la Pasqua è ancora lontana. Nei singoli rioni vengono costituiti gruppi di giovani guidati da un capo. Ogni gruppo sceglie un tema che abbia attinenza con la Pasqua che va realizzato attraverso una composiziona artigianale e artistica.


 

A VILLAMASSARGIA (CI) 
Si inizia il Giovedì sera con la Lavanda dei Piedi, la sacra rappresentazione dove viene rievocato il gesto di umiltà di Gesù che lava i piedi ai suoi discepoli. Il venerdì si svolge il rito dell’Adorazione della croce seguito da SU SCRAVAMENTU ovvero la deposizione di Gesù dalla Croce con la lettura del Vangelo accompagnato da figuranti e dai Babbalottis con abito bianco penitenziale che simboleggia la purificazione. Il momento della Resurrezione dà l’avvio alla festa nelle sue forme sacre e profane. La Santa Messa della Resurrezione si svolge il Sabato Notte con la veglia pasquale e la benedizione dell’Acqua, del Fuoco e del Cero all’interno della bellissima chiesa romanica della Madonna della Neve. La Domenica mattina è dedicata all’incontro tra i simulacri della Madonna e del Cristo Risorto in Piazza del Pilar. Il lunedì dell’Angelo il teatro dei festeggiamenti laici è il bosco di Orbai, culla del vecchio villaggio minerario omonimo. L’intera giornata si trascorre in una atmosfera di festa che unisce l’intero paese.


 

A SULMONA (AQ) 
La domenica di Pasqua, ogni anno, si rinnova uno dei riti più suggestivi di tutto l’Abruzzo, La Madonna che scappa, una celebrazione di origine medievale che siBF76 Sulmona-Pasqua svolge nella scenografica piazza Garibaldi, tra l’acquedotto romano e il Monte Marrone, nel Parco Nazionale della Maiella. La processione prende il via dalla chiesa medievale di Santa Maria della Tomba, con in testa il gonfalone della confraternita della Madonna di Loreto, seguito dalle statue di San Giovanni, San Pietro e da quella di Gesù Risorto che aspetta la Madre vicino le arcate dell’acquedotto. E’ una rappresentazione carica di significati religiosi e di toni drammatici, soprattutto per la personificazione della statua della Madonna che, chiusa nella chiesa seicentesca di San Filippo Neri, non riesce a credere alla notizia delle resurrezione che le porta San Giovanni. Soltanto in seguito Maria si convince ed esce sulla piazza accolta da una folla esultante e coinvolta dal dramma rappresentato della lotta tra vita e morte che si concretizza nell’andamento. Inizialmente la statua di Maria procede lentamente e poi, improvvisamente, si lancia in una folle e gioiosa corsa verso il Figlio. Durante questa corsa, la Madonna perde il manto nero che la avvolge.




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