Uova e Colomba di Pasqua

Non c’e Pasqua senza uova….una fase obbligatoria come l’usanza di dipingere le uova. Questa tradizione è collegata al fatto che la Pasqua coincide con l’inizio della primavera, anticamente era celebrata con riti per la fecondità ed il rinnovamento della natura. La tradizione dell'uovo pasquale ha origini antichissime infatti, i contadini dell’antica Roma erano soliti sotterrare nei campi un uovo dipinto di rosso, simbolo di fecondità e quindi propizio per il raccolto. Ed è proprio con il significato di vita che l'uovo entrò a far parte della tradizione cristiana, richiamando alla risurrezione di Cristo ed alla vita eterna. Dipingere uova insieme ai bambini significa trasmettere loro i nostri valori, raccontare il senso della nostra grande festa. Le uova decorate sono l’oggetto di alcuni giochi tipici del periodo pasquale. Il simbolismo dei colori è molto importante: il rosso (sole, amore, resurrezione), il nero (eternità, costanza della materia), il giallo (gioventù, felicità, abbondanza, carità), l’arancione (forza ed ambizione), l’ocra scura (la purezza), si può aggiungere anche un po’ di verde (salute). I dolci fatti in casa e le uova colorate, vengono portati in chiesa il pomeriggio del Sabato Santo, e con una apposita cerimonia il prete li benedice con tutti i partecipanti. Il pane e le uova benedette si mangiano la mattina di Pasqua.


 

Uovo di cioccolato (fatto in casa)
Ingredienti: 300 grammi di cioccolato fondente (vale per uno stampo di 16 cm di altezza.
Preparazione: Rompere il cioccolato a pezzetti e metterlo in una grossa scodella (o ciotola). Prendere un pentolino e riempirlo di poca acqua, metterlo sul fuoco fino ad ebollizione. Quindi spegnere il fuoco e posizionarvi sopra la scodella con il cioccolato, in modo che appoggi sul bordo del pentolino, ma che non tocchi l'acqua bollente sottostante. Coprire con un coperchio e lasciare riposare per 10 minuti circa. Il cioccolato deve sciogliersi molto lentamente e soltanto con il vapore caldo dell'acqua, ma senza entrare in contatto con fonti di calore che ne modifichino troppo velocemente la temperatura. Togliere il coperchio e mescolare con un cucchiaio di legno. Il cioccolato dovrebbe risultare ben sciolto. Ricoprire gli stampi (due metà) (all'interno o all'esterno) con il cioccolato, aiutandosi con il cucchiaio per distribuirlo omogeneamente. Lasciate raffreddare e mettete in frigo in modo che si indurisca. Ripetete l'operazione spalmando gli stampi di un altro strato e facendo raffreddare per altre due volte. Questo serve a rendere l'uovo più spesso perché non si rompa. Staccare l'uovo dagli stampi, facendo attenzione a non romperlo. Per unire le due metà pareggiate i bordi dell'uovo con un coltello e quindi appoggiateli ad una teglia fatta precedentemente scaldare in forno, in modo da farli sciogliere leggermente, poi pressateli tra di loro. Il cioccolato sciolto solidificandosi farà da colla. Prima di unire le due parti dell'uovo potete mettere al suo interno un vostro piccolo regalo.


 

Come colorare le uova
Per prima cosa si deve procedere con la scelta dei colori (e quindi dell' ingrediente necessario), poi far bollire le uova. Si consiglia di utilizzare delle colorazioni naturali ottenute con verdure o spezie in modo da poter colorare le uova e di poterle mangiare in tutta tranquillità. Ecco alcuni ingredienti naturali per ottenere le diverse colorazioni dei gusci delle uova:
Rosso:        utilizzare delle barbabietole rosse grattate.
Arancio:      utilizzare le cipolle:
Verde:        usare delle foglie di spinaci.
Giallo:         usare dello zafferano
Blu:             utilizzare le foglie di cavolo rosso
Marrone:     usare del caffè forte
Procedimento
Passare un panno umido con aceto sul guscio delle uova: in questo modo saranno ricettive al massimo per la colorazione. Riporre tutte le uova in una pentola e coprirle con l'acqua e un cucchiaio di aceto. Aggiungere il componente per la colorazione in base al numero delle uova che volete colorare. Portare l'acqua ad ebollizione e far bollire le uova per circa 15 minuti. Togliere dal fuoco e riporle in un piatto. Per rafforzare la colorazione riporle in frigo per una notte intera. Se volete potete poi usare qualche goccia di olio di oliva e lucidarle con un panno morbido o con dell'ovatta.


 

Uova Fabergé.
Nel 1885 lo zar Alessandro III chiese a Fabergé di preparagli un Uovo di Pasqua con sorpresa per offrirlo in dono alla zarina Maria Feodorovna. Il successo fu immediato, tanto da fargli ottenere la nomina di “Orafo della Corte Imperiale”. Iniziò così la collezione delle “Uova di Pasqua Imperiali”, continuata anche con lo zar Nicola II. Era l’evento dell’anno: all’avvicinarsi della Pasqua, lo Zar tentava di scoprirne il contenuto, ma Fabergé manteneva il segreto, dicendo: “Sua Maestà sarà soddisfatta”. Ogni anno lo zar, commissionava due uova, uno per la moglie e uno per la madre. Le uova venivano realizzate in oro o altro materiale prezioso, tempestato di pietre e colorato con lacche pregiate, di una raffinatezza unica. Fatti assolutamente in modo artigianale, ognuno diverso dall’altro. Nel 1900 e’ stato creato il famoso uovo a Pigna: in smalto blu, ornato da festoni con diamanti a rosetta, la sorpresa è un piccolo elefante in argento ossidato e zanne d’avorio, che ha un meccanismo che fa muovere testa e coda dell’animale. Alcuni delle uova fanno parte della collezione del museo del Cremlino, ma la maggior parte si trova all’estero, nei musei di New York.


 

Colomba Pasquale
La colomba pasquale è un tipico dolce pasquale, così come panettone e pandoro sono associati alle tradizioni del Natale. Vero anche che un detto popolare attribuisce a questo dolce anche il nome di uccello della pace. Le leggende vorrebbero far risalire questo dolce pasquale in epoca longobarda, addirittura al re longobardo Alboino che durante l'assedio di Pavia si vide offrire, in segno di pace, un pan dolce a forma di colomba, oppure legata ad una leggenda che coinvolge la regina longobarda Teodolinda ed il santo abate irlandese San Colombano. Sembra invece che le sue origini siano assai più recenti. Fu Dino Villani, direttore pubblicità della ditta milanese Motta, già celebre per i suoi panettoni natalizi, che negli anni trenta del secolo scorso per sfruttare gli stessi macchinari e la stessa pasta, oltre che l'abilità e l'esperienza dei suoi pasticceri, ideò un dolce simile al panettone, ma destinato alle solennità della Pasqua. Da allora la colomba pasquale volò sulle tavole di tutti gli italiani, e anche ben oltre i nostri confini. L'impasto originale è a base di farina, burro, uova, zucchero e buccia d'arancia candita, con una ricca glassatura alle mandorle.


 

Leggenda della colomba di San Colombano
A Milano, Pavia e dintorni vi è una suggestiva leggenda che viene tramandata insieme ad un'antica usanza di consumare a Pasqua una colomba di pane dolce in onore e ricordo di San Colombano. Si narra che al suo arrivo in città, attorno al 612, l'abate irlandese venne ricevuto dai sovrani longobardi e invitato con i suoi monaci ad un suntuoso pranzo. Gli furono serviti numerose vivande con molta selvaggina rosolata, ma Colombano ed i suoi, benchè non fosse di venerdì, rifiutarono quelle carni troppo ricche servite in un periodo di precetto quale quello pasquale. La regina Teodolinda si offese non capendo, ma l'abate superò con diplomazia l'incresciosa situazione affermando che essi avrebbero consumato le carni solo dopo averle benedette. Colombano alzò la mano destra in segno di croce e le pietanze si trasformarono in candide colombe di pane bianche, come le loro tuniche monastiche. Il prodigio colpì molto la regina che comprese la santità dell'abate che poi decise di donare il territorio di Bobbio dove nacque l'Abbazia di San Colombano. La colomba bianca divenne un simbolo.




 

 

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