Dalmine/Tenaris

La Pro Dalmine

Le opere sociali e assistenziali della Dalmine S.A. fino al 1942 ca.
La Società Anonima Stabilimenti di Dalmine è la fondatrice della Società Anonima la “Pro Dalmine” (costituita il 09.07.1935 con sede a Milano e poi fusa in Dalmine nel 1973) la quale ha per  iscopo precipuo il coordinamento  e l’incremento di tutte le opere assistenziali per la maestranza operaia ed impiegatizia nella zona di Dalmine e l’incremento di opere sociali, culturali ed assistenziali a loro favore e delle loro famiglie, nonché lo sviluppo di ogni iniziativa a favore della plaga dalminese, in ispecie immobiliare ed agricola, con esclusione di ogni finalità di lucro. Un cenno particolare meritano le quatto colonie estive per ragazzi dai 6 ai 12 anni che ogni anno ospitavano, a spese della Pro Dalmine, i ragazzi dei dipendenti della Dalmine. Per quei tempi fu un’iniziativa sociale molto apprezzata e sentita.  Il periodo qui rappresentato è anteriore al 1942. Dopo il periodo bellico è tutta un’altra storia.
Opere realizzate a Dalmine dalla Pro Dalmine (progettista arch. Giovanni Greppi  -  MI 1884 - MI 1960)

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  Albergo- pensione privata  (1925)
Scuola privata elementare   (1926-28)
L’asilo-scuola materna (1926-28)
Il villaggio operai–M.Garbagni (1928)
Il villaggio impiegati-L.daVinci  (1928)
I campi polisportivi con pista (1929)
La chiesa di S. Giuseppe  (1929-31)
Le case Parrocchiali (1929-31)
La colonia alpina di Castione  (1931-33)
La mensa aziendale  (1934)
La cooperativa di consumo  (1934)
Lo spaccio alimentare    (1934)
Il pastificio e panificio /1934)
Il molino (1934)
La centrale del latte (1934)
 

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La colonia di Riccione  (1936)
La colonia di Dalmine  (1937)
L'azienda agricola  (1937)
La piscina scoperta (1937)
L'antenna alta 63 m  (1937-38)
Il poliambulatorio  (1941-1942)
La casa del fascio  (1938)
La sede del dopolavoro (1938)
La fontana monumentale (1938-39)
Sede direz.le Dalmine S.A.  (1938)
La casa di riposo (1939-1940)
Colonia CrenoterapicaTrescore 1941
Autorimessa per autobus  (1954)
Quartiere del Cinquantenario (1955)


La colonia Alpina di Castione della Presolana (1.000 m s.m.)

La decisione di costruire un apposito edificio come colonia alpina a Castione della Presolana maturò nel 1930 avendo come obiettivo la salute dei bambini e quando la Società ritenne ormai insufficiente ospitare i figli dei dipendenti presso altri istituti già esistenti. Viene pertanto acquistato a Castione un terreno coperto quasi completamente da una pineta e sul quale sono presenti due fabbricati. L’incarico di progettare la nuova colonia è affidato all’arch. Giovanni Greppi la cui creatività è però ostacolata dal problema del contenimento dei prezzi.
per la relazione completa 


La colonia marina di Riccione (Forlì)
L’edificio della colonia, progettato dall’arch. Greppi, fu costruito su un appezzamento di terreno ubicato sulla litoranea Riccione-Rimini, largo 130 m e lungo 280 m che si estende dalla spiaggia al terrapieno della ferrovia adriatica. I terreni, di proprietà della sig.ra Nadiani Teresa ved. Bianchini, sono stati acquistati dalla Società Anonima Pro Dalmine, con atto notarile N. 13999 di Rep. del 1° agosto 1935, in conformità alla relazione catastale di misurazione del geom Pozzi Rodesindo datata 16 luglio 1935, che si allega, per la somma di £ 80.000.
per relazione completa:


La colonia elioterapica di Dalmine (BG)
Costruita nel centro di Dalmine, vicino alla grande fabbrica, offriva 60 giorni di cura ai bambini dai 6 ai 12 anni, anche non appartenenti a famiglie di dipendenti della Dalmine. La sua attività inizia nel 1924 con 77 bambini, nel 1938 erano 251 poi via via crescendo fino a un massimo di 344 bambini nel 1940. Tra la fine degli anni 1910 e l'inizio degli anni 1920, come altri comitati italiani, anche il Comitato Provinciale Antitubercolare di Bergamo promosse un’intensa propaganda a favore delle colonie per bagni di sole nel tentativo di sostenere un'adeguata profilassi per l'infanzia. La Colonia elioterapica di Dalmine fu istituita nel 1922 dalla Soc. An. Stabilimenti di Dalmine, intitolata dal 1924 a Cesare Molinero, direttore amministrativo della Società.
per relazione completa:


La colonia Crenoterapica di Trescore Balneario (BG)
Nella  seconda metà degli anni Trenta la società Anonima Stabilimenti di Dalmine decise di istituire una Colonia crenoterapica per i figli dei propri dipendenti, ai quali offrire le cure delle acque termali di Trescore Balneario.    per la relazione completa 


 


Il centro di Dalmine
Sulla piazza XX Marzo 1919, di fronte all’ingresso agli stabilimenti, la fontana su cui sono incise le parole del discorso di Mussolini agli operai della Dalmine del 1919. Da un lato la Chiesa Parrocchiale, le Scuole Elementari, l’Asilo Infantile e la Colonia elioterapica, dall’altro lato la Cooperativa di consumo, la Mensa aziendale ed il Molino. Un viale intitolato al martire fascista Giulio Benedetti porta alla piazza dell’Impero, dominata dalla più alta antenna tubolare del mondo (63 m). Intorno all’antenna la casa del Fascio, la casa Comunale, il Poliambulatorio e la sede del Dopolavoro.


La Chiesa Parrocchiale
Plastico del centro di Dalmine. Costruita su progetto dell’arch. Greppi e inaugurata nel 1931, venne decorata ed affrescata da artisti insigni. Donata dalla Dalmine alla parrocchia S. Giuseppe di Dalmine.

 


La Chiesetta di S. Giorgio
Antica cappella di origine anteriore al 1500, testimone di molta parte della storia dalminese, è ornata di antichi e pregevoli affreschi murali. In corso di tempo divenne di proprietà dei canonici lateranensi, poi della famiglia Camozzi e poi della Pro Dalmine, che nel 1940 provvide al suo accurato restauro. Ora è di proprietà della parrocchia.


La casa del fascio
Sulla Piazza dell'Impero di Dalmine (ora piazza della libertà), si affacciavano gli edifici di rappresentanza del Comune di Dalmine, edificati tra il 1934 e il 1938. Tra di essi la Casa del Fascio, costruita tra il 1934-35 e donata dalla Soc. An. Stabilimenti di Dalmine, il 28 ottobre 1936 (XIV), al Fascio di combattimento di Dalmine e fu la sede di tutte le organizzazioni della federazione del fascio locale. La torre rivestita di pietra della Rocca delle Caminate, racchiude nel suo interno il Sacrario in ricordo dei camerati caduti. 
per relazione completa 


L’asilo Infantile
Costruito nel  1926 su progetto dell’arch. Greppi. Ospitava ogni anno 60 figli dei dipendenti, ai quali, attraverso la Pro Dalmine, venivano distribuiti gratuitamente indumenti e refezione. Sup. 332 mq, Volume 1.916 mc.



Le scuole elementari
L'edificio della scuola elementare era stato realizzato nel 1927 da Giovanni Greppi, ha una cubatura di 5.680 mc ed circondato da un ampio giardino.  Destinata in primo luogo ai figli dei dipendenti della Società, che attraverso la Pro Dalmine provvedeva ad ogni spesa educando ogni anno, nelle cinque classi, circa 250 alunni. La decisione della Società di costruire in proprio una scuola elementare matura a seguito di anni di complessi rapporti con l'allora comune di Sabbio che, a seguito di convenzioni e oblazioni da parte dell'impresa siderurgica, avrebbe dovuto occuparsi della realizzazione delle scuole, operazione sempre rimandata. La situazione venne sbloccata quando, nel 1927, Sforzatica, Mariano al Brembo e Sabbio Bergamasco vennero riuniti amministrativamente nell'unico comune di Dalmine. Poi passata alla Provincia ora è di nuovo passata a privati, ristrutturata e ampliata (2010).


Villaggio Operai e Villaggio Impiegati.
I due villaggi in continuo sviluppo, occupavano, compreso le case costruite nell’anno XX, un’area di 135.937 mq, di cui 21.257 mq sono coperti da 88 fabbricati (296 appartamenti pari a 1.460 locali), con un volume complessivo di 162.935 mc, mentre la parte rimanente era destinata a giardini ed orti attorno ad ogni casa. I due quartieri residenziali hanno contribuito all’inizio di uno sviluppo urbanistico della città: quartiere Garbagni per gli operai (la bagina) e quartiere Leonardo da Vinci per dirigenti e impiegati (le ville),



La pensione Privata
L’Albergo o Pensione Privata, nata nel 1925, per il personale delle acciaierie privo di famiglia e che provenivano da località lontane, apre la lunga e programmata sequenza di realizzazioni che cambieranno il volto di Dalmine. In stile Art Decò l’albergo è un edificio ben proporzionato che Greppi progetta sino nei minimi dettagli: suoi sono gli arredi, come i lampadari e l’apparato decorativo, i parapetti in ferro dei balconi e quello della grande scalinata interna. La foresteria metteva a disposizione fino a 40 camere da letto, sale da gioco e da ritrovo. Il ristorante poteva servire 120 pasti contemporaneamente, anche per ospiti giornalieri presso gli uffici della Dalmine. Superficie coperta del fabbricato 933 mq, per un volume di 11.000 mc.


Mensa Aziendale
Poteva accogliere contemporaneamente 1.200 operai per ogni turno, per ricevere il pasto o consumare cibi portati da casa. Superficie del fabbicato 936 mq per un volume di 11.250 mc.

 


Deposito cicli
Costruito nel 1936/1937 dove sorgeva parte della villa Camozzi, abbattuta per far posto alla nuova costruzione. Il deposito cicli poteva accogliere contemporaneamente, su due piani, 3600 biciclette, opportunamente marcate e con contrassegno che la guardia di sorveglianza poteva controllare. Prima fu costruito una parte e poi raddoppiato specularmente per accresciute esigenze. Occupava una superfice di 1.441 mq con un volume di 4.289 mc. (oggi sede di parte dell'università)



La Cooperativa di consumo
Consentiva ai dipendenti della Dalmine l’acquisto di ogni genere alimentare col doppio vantaggio del prezzo limitato e del pagamento mediante gettoni anticipati sulla busta paga. La cifra media di affari, di L 2.500.000 per anno, dice quanto favore incontrava questa istituzione che ripartiva gli utili fra gli stessi consumatori, in rapporto agli acquisti compiuti. Per relazione completa


Il Molino, il Pastificio e Panificio, la Centrale del Latte.
Sono nati per lavorare i prodotti primari dell’Azienda Agricola della Pro Dalmine che venivano poi passati alla Cooperativa di Consumo per la distribuzione. Il fabbricato molino-pastificio-panificio occupava una superficie di 485 mq. Le potenzialità produttive erano: 25 q.li di farina, 10 q.li di pane e 5 q.li di pasta. La centrale del latte lavorava circa 70.000 litri di latte all’anno.


L’azienda agricola
Era destinata a ricordare ai lavoratori l’amore per la terra, prima base dell’economia nazionale, ed a servire da guida all’agricoltura locale con coltivazioni e attrezzature razionali. L’azienda agricola era composta da 8 gruppi colonici, con 100 ettari di terreno interamente a coltivazione e con 70 capi di bestiame da latte. Dotata delle principali macchine agricole, con due trattori meccanici disponeva anche di un moderno impianto di essicazione del granoturco.  Da segnalare che nel 1941 la Pro Dalmine ebbe il primo premio del Concorso Provinciale per alte produzioni unitarie di bozzoli fra Aziende agricole condotte a mezzadria.


Il Dopolavoro Aziendale.
Nasce nel 1938 per l’organizzazione del tempo libero dei dipendenti della Dalmine. Il fabbricato ha una superficie coperta di 420 mq per un volume complessivo di 4.365 mc.Il dopolavoro Aziendale è dotato di uno stadio avente un’area di 22.000 mq, con una pista sopraelevata in cemento per gare ciclistiche, di campi di gioco per palla-corda che coprono un’area di 1.435 mq, di una piscina di dimensioni olimpiche (33,33 x 18 m), e di due campi da tennis, ideale centro di sport e svago per le maestranze della Dalmine.
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La casa di riposo 20 Marzo 1919
Costruita nel ventennale del discorso di Mussolini a Dalmine, era destinata ad accogliere, a complete spese della Società, i vecchi operai della Dalmine. Nel periodo bellico il fabbricato è stato momentaneamente (poi permanentemente) utilizzato per la Scuola Tecnica Industriale e per le altre istituzioni coordinate dal Centro per l’istruzione Professionale della Dalmine. per la relazione completa  


Poliambulatorio Dalmine
Premesso che la Pro Dalmine S.A. ha per scopo, fra l’altro, la fondazione e l’incremento di opere Sociali e assistenziali a favore dei dipendenti della Dalmine S.A. e delle loro famiglie; per il raggiungimento del citato scopo fa atto di donazione del poliambulatorio, per l’assistenza sanitaria di circa 25.000 persone, ai dipendenti della Dalmine e alle loro famiglie. L’immobile, di nuova costruzione, realizzato nel 1942 dalla “Pro Dalmine S.A.” su progetto dell’arch. Giovanni Greppi è ubicato sul viale principale di Dalmine (Viale Giulio Benedetti – ora Viale Betelli), accanto alla Casa del Fascio e di fronte al Municipio.
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L’acquedotto.
Il 20 dic. 1941 la Pro Dalmine acquista l’acquedotto di Dalmine dal Comune di Bergamo (acquedotti civici). La pro Dalmine si sostituisce pertanto al Comune di Bergamo nell’esercizio dell’acquedotto. A sua volta il Comune di Dalmine cede a Pro Dalmine la sua parte di proprietà dell’acquedotto. Bergamo (acquedotti civici) s’impegna a mantenere in efficienza i due tronchi di collegamento, quello proveniente da Treviolo e quello sulla strada provinciale BG-MI, che resteranno collegati all’acquedotto di Dalmine tramite saracinesca. Costo totale L 150.000.
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  Dalmine, marzo 2010  -  fac/