Dalmine/Tenaris

Il Premio Dalmine

Il Premio Dalmine   (storia di una mostra). Il premio Dalmine ”Mostra Nazionale di Fotografia Artistica” è stato istituito dal Dopolavoro Aziendale Dalmine nel 1939. All’interno del D.A.D. operava da qualche tempo un gruppo culturale – sezione fotografica - (aderente all’A.F.I.), ben avviata, con molti iscritti e con importanti riconoscimenti. Questa sezione dopo aver organizzato molte manifestazioni locali, nel 1938 allestisce una mostra di fotografia a carattere provinciale con ottimo risultato e nel 1939 decideva di ampliare la propria iniziativa in campo nazionale. I motivi erano molti ma soprattutto la voglia di fare e di essere presente, consci di avere alle spalle e di supporto una grande società, non di meno la volontà di soddisfare una direttiva del regime che sosteneva e sponsorizzava iniziative di questo genere. Prodotti visivi di allora, come la fotografia, calati in un più ampio contesto contribuivano a dimostrare il livello culturale di un paese ostentando l’anima della sua gente. Il premio Dalmine si svolge in un periodo piuttosto ampio, iniziando con immagini e forme rappresentative dell’apparato di Regime che promuove le sue esposizioni alla ricerca di un’arte ufficiale e di consenso. Varato nel 1939, come “Mostra Nazionale di Fotografia Artistica” si protrasse fino al 1942, per poi riprendere, dopo la guerra, nel 1954 col nome di “Premio Nazionale di Fotografia”, e, saltando alcuni anni, fino al 1964. E’ importante segnalare che molti dei fotografi partecipanti sono diventati, in seguito, dei grandi della fotografia italiana, a dimostrazione dell'alto livello raggiunto dalla mostra. Fra le personalità più emergenti al “Premio Dalmine” troviamo Finocchiaro, Spadoni, Quiresi e l’arrivo dell'uomo nuovo della fotografia Italiana, Mario Giacomelli, noto anche con il nomignolo di “Girando”, con parte delle sue opere iniziali dove da libero sfogo alla fantasia.

Anno1939 – I  Mostra Nazionale di Fotografia Artistica - (dettagli)

P471Logo39Il Dopolavoro Aziendale Dalmine (creatura della Dalmine S.A.) ha voluto, con questa mostra di fotografia artistica a carattere nazionale, creare a Dalmine un modello che facesse un salto culturale di qualità e di risonanza nel regime. Il comitato ordinatore era rappresentato dai massimi dirigenti della Dalmine: Presidente, Ciro Prearo; Vice presidente, Enrico Rocca. Alla giuria, composta da Gino Amati, Enrico Lattuada, Mario Finazzi, Pietro Sacchi e Federico Vender (due fotografi amatori, due pittorialisti e un fotografo professionista), sono pervenute 306 tavole da un centinaio di fotografi dilettanti e professionisti di ogni parte d’Italia. Non poche, delle fotografie presentate, furono discusse e soppesate a lungo prima di accettarle. Poiché anche i membri della giuria sono stati invitati a presentare propri lavori, alle 148 opere ammesse si sono aggiunte quelle della giuria e si è così raggiunto un totale di 168 opere esposte, ripartite fra 65 autori. La giuria ha scelto anche le 16 opere da riprodurre nel catalogo, escludendo deliberatamente quelle dei propri membri. La mostra è stata allestita nei locali del Dopolavoro Aziendale Dalmine dal 28 maggio al 1° giugno 1939 – XVII, e a Bergamo nel salone della Confederazione Fascista Professionisti e Artisti dal 4 all’11 giugno 1939 – XVII.

   
         
   
         
   
 
 
Anno1940 – II Mostra Nazionale di Fotografia Artistica - (dettagli)

P471Logo40In questo secondo allestimento della “Mostra Nazionale di Fotografia Artistica” il compito, sempre gravoso per la giuria d’accettazione, viste le molte opere presentate, impregnate di fresca e moderna vigoria, è stato più lieve e soddisfacente. Per alzare il livello dell’esposizione si è eliminato molto buon materiale ma il comitato ordinatore, rappresentato ancora una volta da massimi dirigenti della Dalmine S.A. con Ciro Prearo, Presidente - Enrico Rocca, Vice Presidente, aveva raccomandato una giusta severità per dare alla “II Mostra Nazionale di Fotografia Artistica”, un’impronta di assoluta serietà. Nella scelta è stato usato un principio d’imparzialità confrontando, discutendo e visionando ogni singola fotografia. A una prima scelta, ne è seguita una seconda, più severa. Un terzo esame ancora più selettivo ha permesso la scelta delle 18 opere da riprodurre nel catalogo. Tuttavia il Comitato Ordinatore ha creduto opportuno riprodurre sul catalogo anche alcune opere della giuria (“Pianissimo” di Finazzi e “Studio” di Vender). Dalla giuria, composta da Gino Amati, Enrico Lattuada, Mario Finazzi, Pietro Sacchi e Federico Vender, sono state esaminate 597 tavole inviate in tempo utile da 173 fotografi italiani, dilettanti o professionisti, di ogni parte d’Italia e ne ha scelte e ammesse 193. Con le 10 opere presentate dai membri della giuria si è raggiunto un totale di 203 opere esposte, ripartite fra 109 autori. Le opere accettate testimoniano l’alto valore artistico delle fotografie pervenute. La mostra è stata allestita nei locali del Dopolavoro Aziendale Dalmine dal 26 al 31 maggio 1940 – XVIII, e a Bergamo, alla Galleria Permanente d’Arte – Piazza Dante, dal 13 al 19 giugno 1940 - XVIII. 


   
         
       
         
   
         
   
 


Anno1942 –  III Mostra Nazionale di Fotografia Artistica - (dettagli)

P471Logo42Questa edizione è stata organizzata in piena seconda guerra mondiale (l’Italia era entrata in guerra il 10 giugno 1940) ma il Dopolavoro Aziendale Dalmine ha voluto indire ugualmente la sua “III Mostra Nazionale di Fotografia Artistica” per soddisfare esigenze politiche del momento. In questo modo viene rispettata la direttiva del Regime che desidera sia conservata e se possibile ampliata ogni manifestazione del genere. La situazione politica del momento ha consentito la partecipazione di un numero inferiore di fotografie rispetto agli anni precedenti. Bisogna anche tener conto della poca disponibilità di materiali sensibili ed è per questo che la Giuria ha sorvolato su parecchie deficienze tecniche ma eliminato lavori che non avevano alcun fondamento artistico. In quest’occasione si è voluto dare alla manifestazione anche una schietta impronta di modernità, senza preconcetti per nessuno, sia per i principianti sia per i professionisti. Dalla giuria d’accettazione, composta da Vincenzo Balocchi, Mario Finazzi e Federico Vender, sono state esaminate 460 tavole, inviate in tempo utile da 136 fotografi da ogni parte d’Italia, dilettanti o professionisti. A una prima tornata di selezione ne sono seguire altre sei, la giuria ha così scelto e ammesso 158 tavole di 83 autori, altre 12 sono state presentate da componenti della giuria per un totale di 170 lavori esposti ripartiti fra 86 autori. Un’ottava scelta ancora più selettiva è stata curata per scegliere le 18 opere da riprodurre sul catalogo, che per ovvie ragioni è stato ridotto nel formato. La mostra è stata allestita nei locali del Dopolavoro Aziendale Dalmine dal 21 al 26 aprile 1942 – XX, e a Bergamo per altrettanti giorni, alla Galleria Permanente d’Arte – Piazza Dante, dal 28 aprile al 3 maggio 1942 – XX.


       
         
     
 

 
Anno1954 – Premio Nazionale di Fotografia – Dalmine  (dettagli)

P471Logo54Il Premio Nazionale di Fotografia - Dalmine, il primo dopo l’evento bellico, è stato organizzato e allestito, come sempre, dall’ENAL Dopolavoro Aziendale Dalmine con il patrocinio del comune di Dalmine e con un comitato d’onore composto dai sigg.: Dr Comm. Salvatore Macrì, Rag. Eugenio Crugnola, Dr.Ing. Giulio Terzi, e Dr. Remo Sandrinelli. La manifestazione del 1954, sempre nazionale, cambia la sua denominazione da “Mostra” in “Premio” nazionale di fotografia-Dalmine. La giuria, composta dai Sig. Alfredo Ornato (presidente), Mario Palazzuoli,  Ezio Pasqualigo e Luigi Veronesi ha visionato 644 opere, pervenute in tempo utile, e accettate 118 fotografie che sono state tutte esposte nei locali del Dopolavoro Dalmine (CRAL). Le sei opere premiate e le quattro segnalate sono state inserite nel catalogo con il seguente ordine:   

Opere Premiate:
1° premio “il commissario” di Aldo Spadoni (MI)
2° premio “la Rete” di Giovanni Ghiglioni (MI)
3° premio “Bohème” di Giuseppe Bolla (MI)
4° premio “passeggiata sospesa” di Ezio Quiresi (CR)
5° premio “canto corale” di Eugenio Petraroli (MI)
6° premio “Silviane” di Mario De Biasi (MI)

Opere segnalate:
“Il girotondo”    di Bassetti Vitaliano (MI)
“La diffidente”  di Carlo Bevilacqua (Cormons)
“Silvia” di Toni Del Tin (VE)
“Cappelli” di Silvio Pellegrini (Senigallia)


   
         
   
 
 
Anno 1960 –  Mostra Nazionale di Fotografia = NON ALLESTITA (dettagli)

P471Logo60La sezione fotografica dell’ENAL-Dopolavoro Aziendale Dalmine riorganizza, dopo 18 anni, una “Mostra Nazionale di Fotografia” (togliendo il requisito di “artistica”) a tema libero in bianco e nero. Il 14 dicembre nella sede dell’ENAL – D.A.D., si è riunita la giuria della Mostra per esaminare le 958 fotografie inviate da 235 autori provenienti da ogni parte d’Italia. La giuria, composta dai Sig. Donzelli Pietro, Ronconi Vittorio, Palazzuoli Mario e Barzaghi Franco, dopo attento esame, tenuto conto di quanto prescritto dal regolamento e considerando che il numero delle fotografie che abbiano un pregio di qualità (una quarantina), non raggiunge un minimo necessario a giustificare l’allestimento di una mostra a carattere nazionale, ha stabilito di non accettare nessuna delle opere presentate. Il comitato esecutivo ha accettato il parere della giuria e ha deciso di non allestire la Mostra. C’è da rimanere perplessi di fronte ad una condanna tanto esplicita e globale da parte di una giuria che dichiara di non reperire, in una massa di 960 fotografie, le 70-80 opere degne di figurare in una mostra nazionale, quando fra i concorrenti è schierato quasi tutto l’ambiente della fotografia amatoriale italiana. Notare che l’ambiente aveva aderito compatto alla manifestazione, libera a tutti e aperta a tutte le correnti. La polemica è continuata per mesi sui giornali, soprattutto perché sono stati pubblicati i nomi dei partecipanti che a loro dire non dovevano essere resi noti;  ma la morale è una sola: la Mostra del 1960 non è stata allestita.

 
Anno1961 – 6° Premio Nazionale di Fotografia - Dalmine. (dettagli)

P471Logo61Il 6° Premio Nazionale di Fotografia, Dalmine, (modificato da Mostra in Premio) è stato organizzato dall’ENAL Dopolavoro Aziendale Dalmine sotto il patrocinio del Comune di Dalmine e con un comitato d’onore considerevole. Il giorno 25 novembre 1961 nei locali del Dopolavoro Aziendale di Dalmine si è riunita la giuria, composta dai Sig. Antonio Arcari, Guido Bezzola, Piero Donzelli, Piero Racanicchi e Vittorio Ronconi, per l’assegnazione dei premi. La giuria ha preso in esame 1056 opere di 183 autori partecipanti, ha preso atto della qualità media delle opere e ha accettato e ammesso all’esposizione, allestita in dicembre presso i locali dell’ ENAL Dalmine, 78 opere di 54 autori. Infine ha proceduto all’assegnazione dei premi (4+9 dalle ditte del settore) conferiti all’unanimità. Le prime 10 opere premiate sono state legittimamente inserite nel catalogo.

1° premio  “In ritardo” di Carlo Pietribiasi (BI)
2° premio “La gioia” di Mario Giacomelli (Senigallia)
3° premio “Il pittore Borsato” di Paolo Magnifichi (VE)
4° premio “Dopo la volata” di Giovanni Angotti (MI)

Tra i premi speciali  “Neve a Milano–Ripa Ticinese” di  Bepi Merisio, Premio ERCA;  “Incontro a Napoli 5” di Renzo Tortelli (Civitanova), premio Ferrania; “Luci ed ombre” di Enzo Passaretti (MI), premio popular photography;  “Carmen12” di Sante Vittorio Malli (MI), targa ENAL-BG; “Jazz freddo” di Carlo Zoli, premio Gevaert e “Cose minime” di Carlo Rafanelli, premio Kodack. Secondo la giuria, ed anche secondo la critica è stata una buona manifestazione che non ha risentito della discussa sospensione dell’edizione precedente (1960). Si sono avute, a detta della giuria, fotografie belle e brutte, insignificanti e originali, banali e pretenziose, foto che ricorrono normalmente e con una certa frequenza nei vari premi di fotografia da parte di autori che normalmente non vengono accettati. Discorso a parte per quelli che hanno avuto le opere premiate o accettate, fra loro si sono notati fotografi di talento indiscusso.
 

   
         
     
 
 
 
 
Anno 1964 – 7° Premio Nazionale di Fotografia–“L’uomo la domenica” (dettagli)
 
P471Logo64Sempre organizzata dal Dopolavoro Aziendale Dalmine, col patrocinio del Comune di Dalmine, si è svolto presso la sua sede il “7° Premio Nazionale di Fotografia”. Possiamo anche definire questo premio un’appendice e considerare  concluso il “Dalmine” tradizionale. Seguendo la tendenza ormai in uso si promuove una nuova impostazione del premio, vincolandolo su una tematica: “L’uomo la Domenica”. La giuria, composta dai Sig. Floriano Bodini, Tranquillo Casiraghi, Cesare Colombo, Pepi Merisio e Piero Racanicchi si è riunita il giorno 1° marzo 1964, presso la sede del D.A.D. Dopo attento esame delle 750 opere, pervenute in tempo utile, presentate da 75 autori, ha selezionato, per l’esposizione, 123 opere ripartite fra 38 autori. Infine ha selezionato e premiato, all’unanimità, le seguenti opere:
Opere Premiate
1° Premio ex aequo    “La domenica di mia moglie” di Enrico Cattaneo (MI)
1° Premio ex aequo    “Fossa dei serpenti-Domenica di Carnevale”- Silvio Vanni  (Viareggio)
3° Premio                 “Una domenica all’idroscalo di Milano” di Mario Cattaneo (MI)

Opere premiate con premi speciali:
- “Domenica di ferragosto in val Pellice” di Carlo Cosulich (MI)
- “In famiglia, la noia” di Pino Raffaelli (TS)
- “Al margine del raduno” di Piero Vistali (BS)
- “Domenica in Provincia” di Osvaldo Savoini (Borgomanero-NO)

In questa manifestazione sono state premiate, con offerte speciali da parte di Ditte del settore, opere di molti autori. Da segnalare un premio speciale a Ferdinando Scianna “Domenica di fiera”. Questo “7° Premio Dalmine” ha comunque offerto a taluni critici, una prospettiva piuttosto debilitante dove in pochi hanno cercato di superare la linea dell’insufficienza. Hanno visto giusto gli organizzatori della manifestazione scrivendo nel bando “Non crediamo che il compito sia uno dei più facili”. Essi si aspettavano maggiore serietà e impegno da parte della nuova fotografia italiana ma il risultato è che ancora oggi in Italia non esiste una nuova fotografia intesa come scuola o corrente ma solo alcune individualità che sono state notate, segnalate e premiate. L’esposizione delle opere è stata allestita nei locali del Dopolavoro Aziendale Dalmine con sede in Piazza Libertà 3, Dalmine, dal 19 al 30 marzo 1964. 
 
 
 
   
         
   





 
Omaggio a Mario Giacomelli (Senigallia-AN), un maestro della fotografia del Novecento, noto anche con il  nomignolo di “girando” – secondo classificato alla mostra del “6° Premio Nazionale di Fotografia – Dalmine”, anno 1961.
 
 
   
         
   
 
 
Notizie e recensioni sono tratte dai rispettivi cataloghi, le fotografie riprodotte sono quasi tutte tratte dagli originali.
Dalmine, marzo 2010 (agg. ott./nov 2012)  -   gianni  facoetti
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Fotografie: archivio privato Fratus Roberto
Info:  giovanni@facoetti.com   -    URL - Sito   www.facoetti.com  (il premio Dalmine)