Dalmine/Tenaris

La piscina di Dalmine

P976TuffiNegli anni trenta viene costruita a Dalmine una nuova piscina natatoria che la sollecitudine dei Dirigenti Dalminesi ha fatto sorgere per la delizia e refrigerio dei numerosi dipendenti degli stabilimenti.  Progettata dell’Ing. Giancarlo Eynard di Bergamo, la costruzione è affidata alla ditta Lanfranconi, verrà poi gestita dal Dopolavoro Aziendale Dalmine. La vasca misura m 20 x 33,33 e permette il tracciamento di sei corsie regolamentari con profondità variabili da m 1,25 a m 3.50 sotto i trampolini. E’ un’opera notevole in cemento armato completamente sospesa e ispezionabile da ogni lato.  La bianchezza del fondo e delle pareti è il risultato del rivestimento in marmo di Lasa. Fra i vantaggi che offriva, il tipo di vasca isolato, vi è quello della possibilità d’illuminare la piscina dal basso per mezzo di fari luce piazzati nell’intercapedine dietro appositi finestrini sommersi. L’acqua è depurata con un sistema di ozonizzazione tra i più moderni per l’epoca. L’impianto di depurazione ha la portata di 110 mc di acqua l’ora, tale cioè di provvedere alla depurazione del volume massimo d’acqua contenuta nella vasca in 10 ore.  Un’elettropompa aspira l’acqua attraverso sei bocchette sistemate sul fondo della piscina e la immette depurata attraverso 22 bocchette sistemate 12 sui lati della vasca e 10 sul fondo.

 

Nella depurazione si fanno le seguenti operazioni: 1° coagulazione (aggiunta di piccole dosi di solfato d’allumina per coagulare in fiocchi le sostanze contenute); 2° prefiltrazione (due filtri, trattengono materie grossolane come foglie, carta etc.), 3° filtrazione (due filtri hanno il compito di trattenere i fiocchi e tutte le sostanze in sospensione), 4° sterilizzazione biologica mediante ozono. (l’ozono, generato in loco, viene messo a contatto con l’acqua attraverso un dispositivo particolare e una torre cilindrica di contatto alta circa 5 metri). 5° desaturazione parziale (una parte dell’acqua passa al desaturatore dove si libera dall’ozono residuo e viene distribuita in piscina attraverso le 12 bocchette laterali, l’altra parte viene distribuita satura di ozono, attraverso le 10 bocchette sul fondo). L’ozono ha il vantaggio di non irritare gli occhi, non altera i caratteri chimici e assicura un’efficacissima disinfezione. L’impianto di depurazione, tutto costruito in Italia, è stato fornito dalla S.A. Ozono di Milano. Il progettista ha previsto anche l’istallazione, nella vasca, di un doppio sfioratore che mantiene calma la superfice dell’acqua, eliminando l’onda di ritorno provocata dai nuotatori, inoltre permette di variare, a piacimento, di 45 cm il livello dell’acqua in piscina. Per le gare di nuoto e tuffi si fa funzionare lo sfioratore superiore, quando la piscina viene praticata da bambini o aperta al pubblico il livello viene tenuto basso ed entra in funzione lo sfioratore inferiore.  Quest’ abbassamento del livello di 45 cm porta a una riduzione di 270 mc sul contenuto della vasca. L’impianto sorge a breve distanza dal centro polisportivo già in funzione con piste di atletica, di ciclismo e terreno di gioco per il calcio.  La piscina viene inaugurata il 3 luglio 1938 con una riunione di nuoto a carattere provinciale dove si distinguono i fratelli Piccinelli che gareggiano per il Dad (Dopolavoro Aziendale Dalmine).
Prima della costruzione della piscina il nuoto a Dalmine era quasi ignorato, ora la formazione aziendale Dalmine diventa la prima in campo provinciale. Ne fanno parte i fratelli Renato e Daniele Piccinelli, Antonio Bergamaschi, Giovanni Gazzola, Alfeo Lorenzelli, Giovanni Meloni, Adolfo Bertelli e Attilio Ribolla. Oltre al progettista Ing. G. Carlo Eynard, meritano un cenno il Dott. Ciro Prearo e l’arch. Greppi. Le principali Ditte che hanno eseguito i lavori sono: Lazzari Arturo per la parte idraulica, Roncelli Camillo per l’impianto elettrico, Cadei Romano per i rivestimenti in marmo e granito e l’Ing. Ghilardi per la pavimentazione del fondo vasca.

   
 Piscina appena inugurata
Dalmine 1938
  Torre di depurazione
solarium
  piscina in esercizio

 Dalmine, agosto 2013