Dalmine/Tenaris

Il Velodromo di Dalmine

Q001VelodromoMentre a Bergamo fervono i lavori per lo “Stadium” della Clementina, in provincia crescono altre iniziative, nel 1920 a Crespi d’Adda si da inizio alla costruzione di un velodromo con pista in cemento. L’impianto però non è perfetto, poca pendenza e raggio stretto delle curve rendono quasi impossibili i sorpassi, ma vengono a correre centinaia di corridori. Ampliata e sistemata viene ufficialmente inaugurata il 9 settembre 1923 con una manifestazione politico-sportiva. A Dalmine, dopo l’avvento del fascismo, la direzione degli Stabilimenti (oggi Tenaris-Dalmine) fa costruire in breve tempo e senza risparmio di mezzi un grande complesso polisportivo. Sorge ai lati della strada provinciale per Milano e comprende un campo di calcio, una pista in terra a quattro corsie per l’atletica e una pista per biciclette e moto in cemento con curve sopraelevate.  La pista costruita sotto la direzione del Geometra Felice Pinardi di Milano, ha uno sviluppo di 375 metri e consente velocità di 110-120 Km/ora. In sede di collaudo uno stayer ha impiegato 13 secondi a compiere un giro, alla velocità di 105 Km all’ora. L’inaugurazione avviene in due fasi. L’8 Agosto 1926 si apre la pista di atletica con una preolimpica alla quale partecipano 40 atlete. Il 15 agosto 1926 l’inaugurazione della pista per bici con l’intervento di campioni provenienti dal Giro della Bergamasca che si era appena concluso sulla pista di Crespi d’Adda tra cui: Brunero, Belloli, Bottecchia, Binda, Ferrario Piccin e alcuni corridori dilettanti bergamaschi. La pista Dalminese è da considerarsi senz’altro la migliore e più perfetta pista italiana, titola all’indomani dell’inaugurazione “La voce di Bergamo”, giudizio espresso anche da molti atleti che daranno vita all’intensa attività del Velodromo Dalminese sotto la direzione prima del rag. G. Battista Villa, poi di Angelo Mora e dei suoi successori. Anche a Seriate viene aperta una nuova pista intorno al terreno di gioco dello stadio costruito nel 1934. La pista ha un fondo in bitume e uno sviluppo di 446 metri ma per la ridotta inclinazione delle curve è causa di numerosi incidenti e più tardi viene completamente rifatta. La nuova pista , col fondo sempre in asfalto ha uno sviluppo di 442,65 metri alla corda, è larga metri 6,50, la sopraelevazione delle curve permette di raggiungere velocità di 70-80 Km/ora e viene inaugurata il 2 luglio del 1939 con una riunione di atleti.  In seguito, forse per la vicinanza a Dalmine che la considera un doppione, viene abbandonata (1983).
 

   
Velodromo in costruzione
Dalmine 1925
  Velodromo all'inaugurazione
Dalmine 1926
  Corridori in gara
         
   
Velodromo, anni '30   Velodromo, anni '40   Velodromo, '50
         
     
Velodromo di Crespi dì'Adda
Arrivo di una corsa
  Velodromo della Clementina
corridori in gara
 

Dalmine, 21 aprile 1957:
campionati provinciali di velocità


 

I raduni degli azzurri al velodromo di Dalmine
Sede dei raduni dei “pistards” azzurri, ai tempi di Morettini e Pesenti, è per alcuni anni, il velodromo di Dalmine. Dopo le riunioni degli anni ’20-‘30 con i campioni del tempo, l’impianto conosce periodi di abbandono, ma l’attività rifiorisce nell’immediato dopoguerra. Lo spunto viene dalla riunione promossa nel 1946 in onore del campione del mondo di mezzo fondo su pista, Elia Frosio; da allora è tutto un susseguirsi di iniziative e di manifestazioni, dal trofeo Mascara alla coppa Ceschina e varie edizioni dei campionati regionali e provinciali. Qui vengono ad allenarsi molti campioni tra cui Pellegrini, Morettini, Pesenti; che fanno da apripista per gli azzurri che sono ospiti di Dalmine dal 1953 in poi. In tali occasioni vengono organizzate manifestazioni di grande richiamo, con la partecipazione di campioni della pista e della strada: Maspes, Sacchi, Ghella, Ogna, Pinarello, Messina, Teruzzi, Piazza, De Rossi, Bartali, Corrieri, Bevilacqua, Leoni, Conte, Albani, Gaul che vengono a gareggiare in tempi diversi al Velodromo Dalminese. Grande successo riscuote la riunione del 17 agosto 1953, prima dei mondiali, e più ancora quella notturna del 5 settembre stesso anno che fece registrare l’incasso record di 650.000 lire. Importanti riunioni si svolgono nel 1956, in occasione del cinquantenario della Dalmine; una di esse, il 19 agosto, prima dei mondiali, viene trasmessa per la prima volta in diretta dalla televisione. Ancora nel ’56 si disputa l’ultima edizione della coppa Ceschina con la partecipazione di un centinaio di dilettanti. Dietro questo fervore nascono a Dalmine L’Unione Sportiva Mariano Dalmine fondata nel 1953 per iniziativa di Angelo Mora e L’unione Ciclistica Sforzatica fondata nel 1955 con la presidenza di G. Carlo Pelizzoli. Con l’allontanamento degli azzurri ha inizio un periodo di declino fino ad un quasi abbandono. Piccola ripresa si registra negli anni settanta ad opera della Polisportiva Dalminese che procede alla sistemazione della pista e alla ripresa di manifestazioni a vario livello. Artefici della ripresa sono Alberto Mora e la Polisportiva Dalmine. Nel 76 viene aperto un centro di avviamento al ciclismo in collaborazione con la federazione sotto la guida del ct. Norbero Redaelli, dove i giovani ciclisti ricevono una preparazione di base prima di iniziare a gareggiare. Nel 1976 le società aderenti al centro di avviamento sono una novantina con un totale di 200 atleti che in dieci anni sommano 37 titoli italiani. Dietro questa iniziativa si organizzano periodicamente “tre sere” e diventa una rassegna delle forze giovanili. La storia del velodromo Dalminese non si è mai fermata e continua con varie  manifestazioni sportive, per ultima i “campionati italiani ciclismo su pista giovanile del 2013” dopo un’ultima ristrutturazione della pista e delle infrastrutture.

     
Elia Frosio in maglia irridata
con il suo allenatore, il Belga
Van Ingelgen
  Dalmine 2013: Campionati
Italiani su pista giovanili
   

 


Gianni Facoetti  -  www.facoetti.com
Foto: archivio privato Fratus  -  Dalmine settembre 2013




 

 

 
 

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