Immagini di personaggi e luoghi del tempo passato. www.Facoetti.com
E' incredibile e ininterrotto lo scorrere del tempo, i ricordi, come le foto, col tempo assumono toni sbiaditi e diventano sfuggevoli. Le foto in esibizione rappresentano un panorama di anni di tradizioni e cambiamenti della vita delle persone. Queste immagini si spingono ad essere sia motivo di conoscenza di una storia sociale di singolare importanza, sia un modo per vedere come sono cambiati i costumi e le abitudini del luogo nel corso del tempo.

Servono a chi per affrontare il futuro non vuol dimenticare il passato e le tradizioni che si vanno spegnendo.


 

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 -  Gabriele Camozzi, patriota Bergamasco, appartenente ad una delle famiglie più influenti della nobiltà locale, nacque a Bergamo il 24 Aprile 1823 e morì nella sua villa di Dalmine il 17 Aprile del 1869. Partecipò attivamente ai primi moti rivoluzionari, situazione che gli costò l'esilio in Svizzera. Nel 1859, durante la seconda guerra d’indipendenza, si arruolò nei Cacciatori delle Alpi in appoggio all'esercito sabaudo. Promosso maggiore, spianò la strada per l'entrata trionfante di Garibaldi nella città orobica l'8 giugno 1859. Morì a soli 46 anni, dopo avere ricoperto il ruolo di deputato nel parlamento di Torino per ben tre legislature.

-  Il generale Luigi Enrico dall’Ovo: La famiglia Dall’Ovo, di origini venete, si stabilì a Bergamo intorno al XVIII secolo e offrì alla storia italiana diversi personaggi di spicco. Tra i membri della famiglia dall’Ovo ricordiamo il generale Luigi Enrico, che nacque a Bergamo il 18 gennaio 1821 e fu un grande patriota; da milite garibaldino a generale del regio esercito italiano, morì a Sforzatica il 6 aprile 1897. Fu prima dedito al commercio della seta e nei suoi continui viaggi vide i bisogni delle popolazioni e l’assurdità del commercio d’oltralpe anziché quello padano e della penisola e lo convinsero nelle sue scelte.  Da garibaldino partecipò a quasi tutte le campagne del risorgimento; combattè nel ‘48 a Milano e nel Trentino, nel ‘49 a Roma, nel ‘59 fra i Cacciatori delle Alpi, nel ‘60 con i mille, entrò poi nell’esercito del Regno, concludendo la carriera col grado di generale. Propio a Sforzatica è possibile visitare La Biblioteca Dall’Ovo, il patrimonio librario e documentale della famiglia Dall’Ovo-Poletti de Chaurand. La biblioteca ha sede nell’antica dimora di famiglia e oggi conta più di 11.000 volumi risalenti al ‘700 e al ‘800. Molti degli scritti si concentrano sui moti rivoluzionari e sull’impresa dei Mille.

-  Felice de Chaurand de Saint Eustache. Nacque a Chiavari (GE) il 1° aprile del 1857 da nobile famiglia Savoiarda. E’ nominato sottotenente di artiglieria nel 1875. Frequenta la Scuola di Guerra ed entra nel 1884 nel Corpo di Stato Maggiore. Nel 1910 è promosso tenente generale e partecipa dal novembre 1911 alla Guerra di Libia alla guida della 3ª Divisione Speciale. De Chaurand si fa onore e per questi fatti gli è attribuita la croce di commendatore dell'Ordine Militare di Savoia. Durante la Prima Guerra Mondiale è al comando della 35ª divisione sul fronte tridentino, sino al 1916, anno in cui va in congedo. Fu prolifico autore di testi di storia ed analisi militare. Visse molto tempo a Sforzatica, dove morì nel 1944.

-    Conte Avv. Gualtiero Danieli: Sottosegretario al ministero del tesoro, governo Saracco, dal 25.11.1900 al 15.02.1901;  sottosegretario al ministero delle finanze, governo Boselli, dal 18.06.1916 al 30.03.1917.
Nato a Badia Polesine (RO) il 14 aprile 1855, deceduto a Roma il 23 marzo 1917. Conte, laurea in giurisprudenza, docente universitario, avvocato. Esperto di diritto internazionale. Abitazione e studio a Roma, consigliere comunale a Sabbio B. e Mariano al Brembo. Sposato con Maria Elisa Camozzi, unica erede del patriota Daniele Camozzi la cui famiglia aveva acquistato terreni a Dalmine a fine ‘700. Gualtiero Danieli convinse la Società tedesca dei fratelli Max e Reinhard Mannesmann a insediarsi a Dalmine, vendendo loro i terreni e aiutandoli nel realizzare le infrastrutture necessarie per la costruzione di un grande stabilimento. Oggi Dalmine-Tenaris. Fece otto mandati parlamentari, dalla XVII alla XXIV legislatura.

- Dott. Eugenio Maria Poletti:  Nato a Parma nel 1893 e sposato con la contessa Bianca de Chaurand, dalla quale ebbe tre figli: Antonio, Uberto e Ildefonso., Eugenio Maria Poletti dedicò la sua vita al sapere medico, alla politica e alla ricerca scientifica. Dopo essersi laureato in Medicina e Chirurgia, nel 1922 si trasferì a Dalmine dove incominciò a lavorare come Medico Condotto e Medico di Stabilimento, carriera che porterà avanti con grande passione per ben 21 anni. Della sua vita mobilitazione politica si ricorda soprattutto la partecipazione alla marcia di Ronchi avvenuta nel 1919. Il medico non smise mai di sostenere lo scrittore e militare Gabriele d’Annunzio, che cercava di rivendicare l’italianità di Fiume e riavere il controllo della città.  Poletti morì improvvisamente a causa di un attacco cardiaco nel 1943. Lasciò ai posteri numerosi volumi, articoli e pubblicazioni frutto delle sue ricerche e del suo costante impegno in campo medico. Gran parte del suo lavoro è stato tradotto anche all’estero.

 


 
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-   Gabriele Camozzi e Luigi Mercantini a Dalmine nell’agosto 1865. I due si erano conosciuti nel 1858 a Genova nella villa di G. Camozzi, dove sostava anche G. Garibaldi. Sulla foto la dedica di L. Mercantini a G. Camozzi per il suo poemetto “Le rupi del Dodismala” - (avventure del dott. A. Andreuzzi tra le rupi del Dodismala perché ricercato dalle milizie austriache).  Luigi Mercantini è l’autore anche di: “la spigolatrice di Sapri” (piccolo gioiello di poesia popolare) e dell’ “Inno di Garibaldi” (poi musicato da Alessio Olivieri).
-    Interno dello stabilimento di Dalmine durante la prima guerra mondiale, da notare i prigionieri libici al lavoro, sullo sfondo la direzione della grande fabbrica.
-    Sforzatica S. Andrea, anni ’20: Torre medioevale e pozzo comunale con residenti a cavallo.
-  Raccolta ed essicazione frumento sull'aia dei cortili.


 

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- Anno 1913: Ubicata nel palazzo Camozzi, in centro Dalmine, la salumeria drogheria Benzoni.
- Anno 1922: Corpo musicale di Sforzatica S. Maria fondato dal parroco don Gregorio Lanza e diretto dal Maestro Giuseppe Aber.
- Anno 1927: Corpo musicale S. Lorenzo di Mariano al Brembo, fondato dai fratelli Giuseppe e Angelo Vitali e diretto dal maestro Severo Cavalieri.


 

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-    Dalmine, anno 1919: Dopo lo sciopero “creativo” delle maestranze della Dalmine – occupazione della fabbrica e autogestione senza interrompere la produzione – del 15 marzo 1919, Mussolini, allora direttore del Popolo d’Italia, per rilevare l’importanza storica del fatto venne a Dalmine il 20 marzo 1919, e, nel cortile della casa Colleoni, tenne un breve discorso patriottico. Il 27 ottobre 1924, Mussolini, allora capo del governo, venuto a Bergamo ad inaugurare la nuova torre dei caduti della guerra, volle di nuovo far visita agli operai di Dalmine e, sul piazzale davanti alla direzione, tenne il suo secondo discorso.
-    Sforzatica, anno 1926: Don Ignazio Valsecchi, parroco di Sforzatica S. Andrea, con i giovani del circolo di San Luigi.
-    Anno 1925: Gita sociale del gruppo O.N.D. (Opera Nazionale Dopolavoro, creata il 1° maggio 1925 dal regime fascista), dei soci fondatori del “Circol de Sabe”.


 

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-    Dalmine, anno 1929: Colonia elioterapica “G. Molinari”. Giochi dei ragazzi.
-    Dalmine, Anni ‘ 30: Lavori di ampliamento dell’acquedotto in Via Filzi – Sforzatica.  -  Una contadina mostra l’attrezzo (la filagna) usato per la semina del granoturco. Il filo veniva steso per la lunghezza del campo, fissato per terra alle due estremità e il granoturco veniva sotterrato e ricoperto grano a grano con il “caécc” (cavicchio) seguendo il filo.
-    Dalmine anni ’30: Operai davanti alla portineria degli Stabilimenti di Dalmine.


 

   

 Foto d'Epoca di cittadini Dalminesi.

   

 


 

   
         
-    Dalmine, anni ’30: Macchina d’epoca dell’ing. G. Hecter, tecnico della Mannesmann a Dalmine
-    Sforzatica S. Maria, anno 1932: Un gruppo di partecipanti alla scuola di canto della parrocchia di Sforzatica S. Maria.
-    Dalmine, 20 marzo 1939: Inaugurazione della monumentale fontana, (soprannominata “pà de saù”) nel centro della piazza “XX marzo 1919” (ora piazza caduti 6 luglio 1944) eretta in ricordo del discorso di Benito Mussolini agli operai della Dalmine, tenuto il 20 marzo 1919. La Dalmine S.A. volle incise nel marmo della fontana le parole del Suo discorso.



   
         
   

-      Dalmine, anni ’40, ’42: la festa dell’uva, la festa degli alberi così come la battaglia del grano erano occasioni per riunirsi con la propria organizzazione nelle parate di regime.
-      Piantumazione di alberi in via Bosco Frati con ragazzi e ragazze in divisa, festa dell’uva in piazza dell’Impero (ora piazza della Libertà) e massaie rurali alla festa del grano.
-      Ragazze dalminesi in costume alla festa dell’uva.
-     Dalmine, 1944: Zona Colonia Elioterapica. Zingari asiatici e la danza dell’orso davanti a soldati tedeschi e gente del posto


 

   

 -   Dalmine, anno 1940: Interno fabbrica della Dalmine S.A. durante l’adunata per la visita del direttorio del partito fascista con a capo il consigliere nazionale Capoferri.
-    Dalmine, 20 marzo 1942: 23° anniversario del primo discorso del Duce a Dalmine (20 marzo 1919), erano presenti il prefetto Ballero e il federale Gallarini.
-    Il federale Gallarini visita l’erigendo ambulatorio delle Casse Mutue Malattie accompagnato da autorità civili e militari.


 

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 -    Dalmine, anni ’40: Personale e inservienti della pensione privata. Gestivano un albergo di 40 camere, sale da gioco e da ritrovo e potevano servire 120 pasti contemporaneamente.
-    Dalmine, anni ‘40: Scuola elementare riservata ai figli dei dipendenti della Società Dalmine che, attraverso la Pro Dalmine, provvedeva ad ogni spesa, educando ogni anno 250 alunni divisi in cinque classi. Il saluto del mattino prima di entrare in classe.
-    Dalmine: Il Dott: Agostino Richelmi durante il servizio militare (con la moto “Guzzi Alce”).    A destra la mai dimenticata passerella sul Brembo che univa il territorio di Dalmine a quello di Madone e Bonate Sotto. Serviva principalmente agli operai che venivano a lavorare alla Dalmine in bicicletta. E’ stata danneggiata da una piena del fiume e non è più stata ricostruita. (oggi sarebbe utile per la pista ciclabile)
-  Dalmine 1961. Vecchio asilo di Sforzatica in piazza XXIV maggio, ora demolito, durante distribuzione minestra ai bambini. Bambini all'asilo di sforzatica p.zza XXIV maggio, ora demolito.


 

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- Sforzatica, anni ’50: La banda musicale di Sforzatica S. Maria ad una manifestazione pubblica in piazza
- Mariano, anni ’60: La banda musicale S. Lorenzo di Mariano al Brembo, durante un corteo per le prime comunioni.
- Dalmine: Squadra ciclista della O.N.D. (Opera Nazionale Dopolavoro) di Dalmine.


 

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-    Il famoso “gamba de legn”. Un tram a vapore che univa Bergamo a Monza, era chiamato anche “ol tram de Monza”. Arrivava in centro Dalmine, all’inizio del viale Locatelli di fronte al centro diurno anziani. Soppresso negli anni ’50.
-    Dalmine: Squadre dei pompieri


 

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-  Dalmine: Personale addetto alla trebbiatura del grano. La trebbiatrice è una macchina che appartiene ormai al passato, veniva sistemata nei cortili delle cascine ed erano coinvolti tutti i contadini della cascina.
-  Dalmine: Tipica osteria del tempo (osteria del Ciót)
-  Dalmine: Gruppo di giovani Dalminesi dell’ A.C. in gita a Roma.  (anno santo 1950).


 

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 Dalminesi su moto d'epoca e un partecipante ad una gara motociclistica a Dalmine.


 

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- Dalmine: Operai della Dalmine all'ingresso della mensa aziendale all'ora di pranzo.


 

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- Dalmine, anno 1937 - Piscina scoperta con vasca sospesa e oblò panoramici sotto il livello dell'acqua.
- Dalmine, anno 1958: Ragazzi dei dipendenti della Dalmine alla colonia marina di Riccione.

 

 


 

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 -    Dalmine, 1° maggio 1951: Inaugurazione del Vessillo e della benedizione delle moto degli affiliati alla Sezione Motociclistica Aziendale Dalminese.  Raggruppamento dei motociclisti sul sagrato della chiesa S. Giuseppe di Dalmine.
-    Dalmine anni ’50. Le feste venivano rallegrate anche da corse dei cavalli ma anche degli asini, con arrivo anche all’interno del velodromo.
-    Sforzatica, anni ’50: Alcuni ragazzi della cascina nuova.
-    La pentolaccia: sono un'altro esempio di un mondo agricolo di un periodo ormai andato.


 

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Dalmine: Tre realtà, tre momenti di vita quotidiana oggi dimenticati.
-    Una persona anziana che attiva la stufa per cucinare o per scaldarsi,
-    Mungitura del latte e condivisione dei luoghi caldi con i figli più piccoli,
-    Lavatoio dove le donne si recavano per lavare i panni.


 

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- Dalmine, anni 1948 ÷ 1970: Operai della "Dalmine" in sciopero.


Dalmine, luglio 2009 - gianni facoetti
foto: archivio privato sig.Fratus