q842legaDopo varie manovre alla fine Matteo Salvini fa la mossa che scombussola tutti: dice sì affermativo senza condizioni al governo Draghi. La mossa del Capitano nel partito della Lega fa vincere l'anima modernista guidata da Giancarlo Giorgetti e Luca Zaia, ma soprattutto politicamente serve a mettere in difficoltà il Partito Democratico e il MoVimento 5 Stelle e ad allontanare la sensazione che l'esecutivo dell'ex presidente della Bce fosse un Conte-Ter mascherato. Se la Lega ha deciso di entrare nella maggioranza che sostiene il governo Draghi, non credo sia per assicurarsi qualche poltrona, ma sia per incidere dall'interno sulle decisioni in un momento delicato a livello sanitario, economico e sociale e controllare la spartizione degli aiuti europei, che sono tanti. Nessun pregiudizio nei confronti di Draghi ma evidenziare e sostenere i temi sui quali s’intende incidere maggiormente: come sviluppo economico, tutela della disabilità, scuola, svolta sul piano vaccini e soprattutto sulle riaperture e sugli indennizzi, in breve una discontinuità rispetto al governo precedente.

Bisogna cominciare anche a riconoscere qualche merito al segretario della Lega Matteo Salvini, non dimentichiamo che se la Lega non fosse entrata nel governo di Mario Draghi, tutti hanno capito che non si sarebbe votato, semplicemente avrebbero trovato più facilmente “responsabili” attorno ad un nome più importante di quello di Giuseppe Conte e l’Italia sarebbe precipitata in un caos impensabile. Un governo senza il centrodestra si sarebbe tenuto un personaggio come Domenico Arcuri, le vaccinazioni continuerebbero a procedere a rilento con la fantasia di quelle Primule che fecero ridere di rabbia mezza Italia, per non parlare dei banchi con le rotelle per le scuole, una vera pagliacciata.
Politicamente il clima sarebbe stato davvero rovente perché magari Draghi avrebbe potuto tentare, e sicuramente avrebbero accettato, con una “maggioranza Ursula”, persino Forza Italia. Il regolamento di conti sarebbe stato terribile, avremmo avuto davanti due anni orribili di qui alle elezioni a scadenza naturale. Le opposizioni sarebbero state due, Lega e Fratelli d’Italia, ma senza alcuna possibilità di incidere per il bene del popolo italiano. Ci sarebbe arrivata tra capo e collo anche una bella patrimoniale del tipo “ce lo chiede l’Europa”, e lo dimostrano i tentativi insistenti di tassare la casa. Nel frattempo avremmo la legge “Zan” già approvata e magari anche lo “Ius Soli”, bandiere spericolate di una sinistra minoritaria nel Paese. Certo, i parlamentari avrebbero fatto le mitiche barricate, ma poi avrebbero perso la battaglia. Adesso si è aperto un nuovo fronte, quello dell’emergenza clandestini, di fronte a migliaia di clandestini sbarcati a Lampedusa Draghi ha dovuto sentire anche la voce della Lega più ragionevole che mai, forse riuscirà a vincere anche questa battaglia, magari senza farsi processare. Alla fine siamo anche soddisfatti nel vedere che Matteo Salvini e la Lega siano finalmente tornati a sostenere il vecchio programma economico, vale a dire la realizzazione della flat tax, il taglio del costo del lavoro, il no a salario minimo e reddito di cittadinanza e lo stimolo alle infrastrutture. Proprio per questo motivo, ci chiediamo ancora di più il perché la Lega continua ostinatamente a rimanere al Governo legata al Movimento Cinque Stelle, forse perché per il momento non c ‘è altra soluzione.

Dalmine, giugno 2021     fac/